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	<title>Amici di Gesù Crocifisso</title>
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	<description>Movimento Laicale Passionista</description>
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		<title>Vivere la Fede: la Fede e le opere</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 05:57:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[catechesi sulla fede]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;obbedienza della fede
La Sacra Scrittura chiama «obbedienza della fede» la risposta a Dio che si rivela da pare dell’uomo che accoglie la parola di Dio e la vive generosamente nella sua vita (ccc 142-144). Se la fede non porta a obbedire a Dio non unisce il fedele a Cristo e non ne fa un membro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">L&#8217;obbedienza della fede</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Sacra Scrittura chiama <strong><span style="color: #800000;">«obbedienza della fede»</span></strong> la risposta a Dio che si rivela da pare dell’uomo che accoglie la parola di Dio e la vive generosamente nella sua vita (ccc 142-144). Se la fede non porta a obbedire a Dio non unisce il fedele a Cristo e non ne fa un membro vivo del suo corpo mistico. San Giacomo ci dice che <span style="color: #800000;"><strong>«La fede senza le opere è morta ”</strong> (</span>Gc 2,26)). Abramo e Maria sono considerati dalla Sacra Scrittura i più grandi modelli di fede coerente, perché sono stati pronti anche a sacrificare il proprio figlio per obbedire a Dio. Per questa fede Abramo è stato chiamat<span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">o</span> <strong>“padre della fede”</strong> </span>e Maria <strong><span style="color: #800000;">“madre dei credenti”</span></strong>. Ma l’esempio più grande di obbedienza nella fede l’abbiamo avuto da Gesù stesso che fu <strong><span style="color: #800000;">“obbediente al Padre fino alla morte e alla morte di Croce”</span></strong> (Fil 2,8).</p>
<p style="text-align: justify;">Benedetto XVI, nella sua lettera apostolica <strong><span style="color: #800000;">“Porta fidei”</span></strong>, insiste molto sulla necessità di una<span style="color: #800000;"> <strong>“nuova evangelizzazione e comprensione della fede”</strong></span>, per combattere le sfide della vita moderna, che oggi ci allontanano da Dio, come <strong><span style="color: #800000;">l’eclissi del senso di Dio, la secolarizzazione, il relativismo, la frattura tra Vangelo e cultura, l’abbandono della vita cristiana dalla massa dei fedeli.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong> </strong><strong>I “Credenti non praticanti” e i veri credenti</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi capita spesso di sentire da qualcuno: <span style="color: #800000;"><strong>“Io sono credente, ma non praticante”</strong>.</span> Ma a quale Dio crede un credente non praticante? Non crede a Dio che si è rivelato, non crede a Gesù Cristo e al suo Vangelo. Crede solo a se stesso, come un superuomo che fa a meno di Dio e decide lui ciò che è bene e ciò che è male, quale pagina di vangelo accogliere e quale rifiutare. L’uomo moderno si basa sulla scienza e sulla tecnica e con esse fa quello che vuole, fino a costruire anche la bomba atomica, con le conseguenze che conosciamo. Con il potere economico l’uomo trova ricchezza, piacere e potere che però danno una felicità effimera e lasciano solitudine, angoscia e soprattutto <span style="color: #800000;"><strong>una vita senza senso</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;">I veri credenti sono i santi di ieri e di oggi che hanno accolto Cristo, lo hanno messo al centro della vita e hanno sempre conformato la loro vita alla sua parola, riconoscendolo poi in ogni fratello. Uno di questi grandi è stato il nostro fondatore, san Paolo della Croce. <span style="color: #800000;"><strong>“La fede”</strong> </span>era la stella luminosa del suo cammino, <strong><span style="color: #800000;">“la volontà di Dio”</span> </strong>era il centro della sua spiritualità, del suo insegnamento e della sua vita coerente. Dalla meditazione assidua della parola di Dio e della passione di Gesù, aveva appreso a mettere al primo posto la volontà di Dio. Come Gesù, ripeteva continuamente: <strong><span style="color: #800000;">“Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera”</span></strong> (Gv 4,34). Ricordava sempre l’esempio e le parole di Gesù: <span style="color: #800000;">“<strong>Non cerco la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato”</strong> </span>(Gv 5,30). Negli eventi contrari esclamava con Gesù: <strong><span style="color: #800000;">“Così, Padre, è piaciuto a te, così piace anche a me</span>”</strong>. Scriveva:<span style="color: #800000;"> <strong>“P</strong><strong>rego il mio Divino Salvatore, che faccia che il mio continuo cibo sia il fare la sua adorabilissima Volontà”</strong></span> (LL 1341). Prima di ogni decisione, <span style="color: #800000;"><strong>rifletteva</strong>, <strong>pregava</strong>, <strong>si consigliava</strong> </span>per conoscere la volontà di Dio. Poi certo di questa volontà, andava avanti con forza e nessun ostacolo umano poteva trattenerlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">La fede e le opere</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La fede che ci dà la certezza di avere incontrato Gesù, ci deve portare a una sequela piena e coerente.</p>
<p style="text-align: justify;">Scrive Benedetto XVI: “L’Anno della fede sarà un’occasione propizia per intensificare la testimonianza della carità. Ricorda san Paolo: <span style="color: #800000;">“<strong>Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!</strong>”</span> (1Cor 13,13). Con parole ancora più forti, l’apostolo Giacomo affermava: <span style="color: #800000;"><strong>“A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta</strong>”</span> (Gc 2,14-17). La fede senza la carità non porta frutto e la carità senza la fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio. Fede e carità si esigono a vicenda, così che l’una permette all’altra di attuare il suo cammino. Molti cristiani dedicano la loro vita con amore a chi è solo, emarginato o escluso come al primo verso cui andare e al più importante da sostenere, perché proprio in lui si riflette il volto di Cristo. Grazie alla fede possiamo riconoscere in quanti chiedono il nostro amore il volto del Signore risorto.<span style="color: #800000;"> <strong>“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”</strong> </span>(Mt 25,40): queste sue parole sono un monito da non dimenticare ed un invito perenne a ridonare quell’amore con cui Egli si prende cura di noi. È la fede che permette di riconoscere Cristo ed è il suo stesso amore che spinge a soccorrerlo ogni volta che si fa nostro prossimo nel cammino della vita. (Porta Fidei n.14).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Dal kerygma alla didachè</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Proseguiamo la riflessione prendendo lo spunto da un&#8217;omelia del P. Raniero Cantalamessa. Egli ricorda che oggi la nostra situazione è tornata ad essere la stessa del tempo degli apostoli. Essi avevano davanti a sé <strong><span style="text-decoration: underline;">u<span style="color: #800000;">n mondo precristiano da evangelizzare</span></span></strong><span style="color: #800000;">; <strong><span style="text-decoration: underline;">noi abbiamo davanti a noi un mondo post-cristiano da rievangelizzare</span></strong>. </span>Dobbiamo ritornare al loro metodo, ripartire dall’annuncio del nucleo centrale della fede, detto <strong><span style="color: #800000;">“<span style="text-decoration: underline;">kerygma</span>”</span></strong>, cioè annunciare <span style="color: #800000;">“<strong>Cristo incarnato, morto e risorto per la nostra salvezza”</strong></span> (cf. Rom 4,25). Ma poi al <span style="color: #800000;">“<strong>kerygma</strong>” </span>bisogna aggiungere la <strong><span style="color: #800000;">“<span style="text-decoration: underline;">didachè</span>”</span></strong>, cioè la spiegazione della fede e <strong><span style="color: #800000;">la pratica della vita cristiana</span></strong>. Se manca questo passaggio dalla fede alle opere non saremo mai veri cristiani, non avremo mai una Chiesa viva. Ezechiele vede un angelo che gli porge un rotolo da divorare (Ez 2,9-3,3), per significare che la parola di Dio va accolta, approfondita e vissuta. Questa visione si è realizzata nella storia in senso letterale in Maria, quando il rotolo delle parole di Dio si è racchiuso in una sola Parola, diventando il <span style="color: #800000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Verbo</span></strong>.</span> Il Padre lo ha dato a Maria; Maria lo ha accolto, se n’è riempita le viscere, anche fisicamente e poi lo ha dato al mondo. Lei è il modello di ogni evangelizzatore, che si deve riempire di Gesù per darlo agli altri. Maria ha concepito Gesù “per opera dello Spirito Santo” e così deve essere anche di ogni evangelizzatore. Benedetto XVI è stato la mano che con l’anno della fede ci ha ripresentato il <span style="color: #800000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Catechismo della Chiesa Cattolica</span></strong>, </span>dicendo a ogni cattolico: <span style="color: #800000;">“<strong>Prendi questo libro, mangialo, riempitene le viscere e vivilo nella vita</strong>”</span>. Mangiare il libro significa non solo studiarlo, memorizzarlo, ma farlo carne della propria carne e sangue del proprio sangue, cioè <strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800000;">“viverlo”</span></span></strong>, trasformare la fede studiata in fede vissuta, passare dalla fede teorica alla fede vissuta con le opere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Anno della Fede: richiamo a una fede viva e coerente</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Celebrare l’Anno della Fede è una grazia, un’opportunità per vivere la fede in modo più fruttuoso ed essere così la Chiesa viva di Cristo. È l’occasione per crescere nella fede, essere più saggi e ricchi di quella sapienza che viene dall’alto e camminare lungo le strade del mondo, con coraggio e generosità, per testimoniare a tutti come deve essere un vero credente. Il cammino verso una fede più matura richiede di fare nostre &#8211; senza interpretazioni di comodo &#8211; anche le pagine difficili del Vangelo, cominciando da quella delle beatitudini, dell’amore del prossimo, dell’amore per i nemici, del perdono. Ci sono diversi insegnamenti e parabole del vangelo che insistono molto sulla necessità di far fruttificare i doni di Dio, in particolare il dono della fede che è inseparabile dal dono della grazia.</p>
<p style="text-align: justify;">La Parabola dei talenti completa in modo pieno questo insegnamento: i doni di Dio vanno fruttificati:</p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.<span style="color: #800000;"> <strong>A uno diede cinque talenti</strong>, <strong>a un altro due</strong>, <strong>a un altro uno</strong>, <strong>secondo le capacità di ciascuno</strong></span>. Colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui che aveva ricevuto un solo talento, <span style="color: #800000;"><strong>andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone</strong>…</span> Al ritorno il padrone volle regolare i conti con loro. Il primo presentò 10 talenti, il secondo ne presentò 4. A loro disse il padrone: “Bene, <span style="color: #800000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">servi buoni e fedeli</span></strong>,</span> siete stati fedeli nel poco, vi darò potere su molto; prendete parte alla gioia del vostro padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro e molto esigente. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose:<span style="color: #800000;"> “<strong><span style="text-decoration: underline;">Servo malvagio e pigro</span></strong>,</span> tu sapevi che sono esigente, avresti dovuto far fruttificare anche tu il mio denaro così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli il talento e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché chi è stato laborioso sarà nell’abbondanza; ma a chi è stato infingardo, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile sarà punito severamente (Cfr. Mt 25,14-30).</p>
<p style="text-align: justify;">Concludiamo con queste parole chiare del Signore: <strong><span style="color: #800000;">“Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”</span></strong>. (Mt 7-21): Come dire: <strong><span style="color: #800000;">“La fede senza le opere è morta”!</span></strong></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;">Rifletti: </span></strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">1. Che cos’è l’obbedienza della fede?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>2. Che cosa diresti a chi dice di essere credente, ma non praticante?</strong><strong></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">3. Che cosa pensi della parola di s. Giacomo: “La fede senza le opere è morta”?<em></em></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">4. Che cosa insegna la parabola dei talenti?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">5. Possiedi e usi il Catechismo della Chiesa Cattolica?</span></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>P. Alberto Pierangioli</em></strong></p>
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		<title>6° Motopercorso Nazionale di Solidarietà per i Bambini del Borneo</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 16:55:44 +0000</pubDate>
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		<title>6° motopercorso nazionale di solidarietà per i bambini del Borneo</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 16:53:20 +0000</pubDate>
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		<title>&#8221; I credenti si fortificano credendo&#8221; incontro con S.E.Mons. Bruno Forte e P.Tito Di Stefano cp</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 16:44:33 +0000</pubDate>
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		<title>IL PAPA E L&#8217;ANNO DELLA FEDE &#8211; 19</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 15:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
PAPA FRANCESCO
UDIENZA GENERALE

 Chiesa famiglia di Dio
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Mercoledì scorso ho sottolineato il legame profondo tra lo Spirito Santo e la Chiesa. Oggi vorrei iniziare alcune catechesi sul mistero della Chiesa, mistero che tutti noi viviamo e di cui siamo parte. Lo vorrei fare con espressioni ben presenti nei testi del Concilio Ecumenico Vaticano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/ARCA-DI-NOè.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6721" title="ARCA DI NOè" src="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/ARCA-DI-NOè.jpg" alt="" width="600" height="586" /></a></h2>
<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130529_udienza-generale_it.html"><strong><span style="color: #800000;">P</span><span style="color: #800000;"><span style="color: #800000;">AP</span>A FRANCESCO<br />
</span></strong><strong><span style="color: #800000;">UDIENZA GENERALE</span></strong></a></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><strong><br />
</strong> <span style="font-size: 1.5em; line-height: 19px;"><a href="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/19.doc"><span style="color: #800000;">Chiesa famiglia di Dio</span></a></span></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Cari fratelli e sorelle, buongiorno!</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130522_udienza-generale_it.html">Mercoledì scorso</a> ho sottolineato il legame profondo tra lo Spirito Santo e la Chiesa. Oggi vorrei iniziare alcune catechesi sul mistero della Chiesa, mistero che tutti noi viviamo e di cui siamo parte. Lo vorrei fare con espressioni ben presenti nei testi del <a href="http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/index_it.htm">Concilio Ecumenico Vaticano II</a>.<span id="more-6718"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #800000;">Oggi la prima: la Chiesa come famiglia di Dio.</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questi mesi, più di una volta ho fatto riferimento alla parabola del figlio prodigo, o meglio del padre misericordioso (cfr Lc 15,11-32). Il figlio minore lascia la casa del padre, sperpera tutto e decide di tornare perché si rende conto di avere sbagliato, ma non si ritiene più degno di essere figlio e pensa di poter essere riaccolto come servo. Il padre invece gli corre incontro, lo abbraccia, gli restituisce la dignità di figlio e fa festa. Questa parabola, come altre nel Vangelo, indica bene il disegno di Dio sull’umanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #800000;">Qual è questo progetto di Dio?</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ fare di tutti noi un’unica famiglia dei suoi figli, in cui ciascuno lo senta vicino e si senta amato da Lui, come nella parabola evangelica, senta il calore di essere famiglia di Dio. In questo grande disegno trova la sua radice la Chiesa, che non è un’organizzazione nata da un accordo di alcune persone, ma &#8211; come ci ha ricordato tante volte il Papa <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/index_it.htm">Benedetto XVI</a> &#8211; è opera di Dio, nasce proprio da questo disegno di amore che si realizza progressivamente nella storia. La Chiesa nasce dal desiderio di Dio di chiamare tutti gli uomini alla comunione con Lui, alla sua amicizia, anzi a partecipare come suoi figli della sua stessa vita divina. La stessa parola “Chiesa”, dal greco ekklesia, significa “convocazione”: Dio ci convoca, ci spinge ad uscire dall’individualismo, dalla tendenza a chiudersi in se stessi e ci chiama a far parte della sua famiglia. E questa chiamata ha la sua origine nella stessa creazione. Dio ci ha creati perché viviamo in una relazione di profonda amicizia con Lui, e anche quando il peccato ha rotto questa relazione con Lui, con gli altri e con il creato, Dio non ci ha abbandonati. Tutta la storia della salvezza è la storia di Dio che cerca l’uomo, gli offre il suo amore, lo accoglie. Ha chiamato Abramo ad essere padre di una moltitudine, ha scelto il popolo di Israele per stringere un’alleanza che abbracci tutte le genti, e ha inviato, nella pienezza dei tempi, il suo Figlio perché il suo disegno di amore e di salvezza si realizzi in una nuova ed eterna alleanza con l’umanità intera. Quando leggiamo i Vangeli, vediamo che Gesù raduna intorno a sé una piccola comunità che accoglie la sua parola, lo segue, condivide il suo cammino, diventa la sua famiglia, e con questa comunità Egli prepara e costruisce la sua Chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #800000;">Da dove nasce allora la Chiesa? </span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nasce dal gesto supremo di amore della Croce, dal costato aperto di Gesù da cui escono sangue ed acqua, simbolo dei Sacramenti dell’Eucaristia e del Battesimo. Nella famiglia di Dio, nella Chiesa, la linfa vitale è l’amore di Dio che si concretizza nell’amare Lui e gli altri, tutti, senza distinzioni e misura. La Chiesa è famiglia in cui si ama e si è amati.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #800000;">Quando si manifesta la Chiesa? </span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’abbiamo celebrato due domeniche fa; si manifesta quando il dono dello Spirito Santo riempie il cuore degli Apostoli e li spinge ad uscire e iniziare il cammino per annunciare il Vangelo, diffondere l’amore di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora oggi qualcuno dice: “Cristo sì, la Chiesa no”. Come quelli che dicono “io credo in Dio ma non nei preti”. Ma è proprio la Chiesa che ci porta Cristo e che ci porta a Dio; la Chiesa è la grande famiglia dei figli di Dio. Certo ha anche aspetti umani; in coloro che la compongono, Pastori e fedeli, ci sono difetti, imperfezioni, peccati, anche il Papa li ha e ne ha tanti, ma il bello è che quando noi ci accorgiamo di essere peccatori, troviamo la misericordia di Dio, il quale sempre perdona. Non dimenticatelo: Dio sempre perdona e ci riceve nel suo amore di perdono e di misericordia. Alcuni dicono che il peccato è un’offesa  a Dio, ma anche un’opportunità di umiliazione per accorgersi che c’è un’altra cosa più bella: la misericordia di Dio. Pensiamo a questo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #800000;">Domandiamoci oggi: </span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #800000;">-quanto amo io la Chiesa?</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">-<strong><em>Prego per lei?</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #800000;">-Mi sento parte della famiglia della Chiesa?</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">-<strong><em>Che cosa faccio perché sia una comunità in cui ognuno si senta accolto e compreso, senta la misericordia e l’amore di Dio che rinnova la vita?</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La fede è un dono e un atto che ci riguarda personalmente, ma Dio ci chiama a vivere insieme la nostra fede, come famiglia, come Chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo al Signore, in modo del tutto particolare in quest’<a href="http://www.vatican.va/special/annus_fidei/index_it.htm">Anno della fede</a>, che le nostre comunità, tutta la Chiesa, siano sempre più vere famiglie che vivono e portano il calore di Dio.</p>
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		<title>IL PAPA E L&#8217;ANNO DELLA FEDE &#8211; 18</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 09:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio News]]></category>

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		<description><![CDATA[
PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica
 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
 
Nel Credo, subito dopo aver professato la fede nello Spirito Santo, diciamo: «Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica». C’è un profondo legame tra queste due realtà di fede: è lo Spirito Santo, infatti, che dà vita alla Chiesa, guida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/spirito-santo.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-6711" title="spirito santo" src="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/spirito-santo.png" alt="" width="598" height="829" /></a></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><a href="http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130522_udienza-generale_it.html"><strong>PAPA FRANCESCO<br />
</strong><br />
</a><strong><a href="http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130522_udienza-generale_it.html">UDIENZA GENERALE</a><br />
</strong><br />
<strong><em><a href="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/18.doc">Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica</a></em></strong></span></h2>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #800000;"> </span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #800000;">Cari fratelli e sorelle, buongiorno.</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel <em>Credo</em>, subito dopo aver professato la fede nello Spirito Santo, diciamo: <span style="color: #800000;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">«Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica».</span></em></strong> </span>C’è un profondo legame tra queste due realtà di fede: è lo Spirito Santo, infatti, che dà vita alla Chiesa, guida i suoi passi. Senza la presenza e l’azione incessante dello Spirito Santo, la Chiesa non potrebbe vivere e non potrebbe realizzare il compito che Gesù risorto le ha affidato di andare e fare discepoli tutti i popoli (cfr <em>Mt</em> 28,18). <span style="color: #800000;"><em>Evangelizzare è la missione della Chiesa, non solo di alcuni, ma la mia, la tua, la nostra missione</em>.</span> L’Apostolo Paolo esclamava: <em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800000;">«Guai a me se non annuncio il Vangelo!»</span></span></em> (<em>1Cor</em>9,16). <span id="more-6710"></span>Ognuno deve essere evangelizzatore, soprattutto con la vita! <a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/index_it.htm">Paolo VI</a> sottolineava che «evangelizzare… è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare» (Esort. ap. <em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/apost_exhortations/documents/hf_p-vi_exh_19751208_evangelii-nuntiandi_it.html">Evangelii nuntiandi</a></em>, 14).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Lo Spirito Santo: vero motore dell’evangelizzazione</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chi è il vero motore dell’evangelizzazione nella nostra vita e nella Chiesa? <a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/index_it.htm">Paolo VI</a> scriveva con chiarezza: «È lui, lo Spirito Santo che, oggi come agli inizi della Chiesa, opera in ogni evangelizzatore che si lasci possedere e condurre da Lui, che gli suggerisce le parole che da solo non saprebbe trovare, predisponendo nello stesso tempo l’animo di chi ascolta perché sia aperto ad accogliere la Buona Novella e il Regno annunziato» (<em>ibid.</em>, 75). Per evangelizzare, allora, è necessario ancora una volta aprirsi all&#8217;orizzonte dello Spirito di Dio, senza avere timore di che cosa ci chieda e dove ci guidi. Affidiamoci a Lui! Lui ci renderà capaci di vivere e testimoniare la nostra fede, e illuminerà il cuore di chi incontriamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è stata l’esperienza di Pentecoste: agli Apostoli, riuniti con Maria nel Cenacolo, «apparvero lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi» (<em>At</em> 2,3-4). <em><span style="color: #800000;">Lo Spirito Santo, scendendo sugli Apostoli, li fa uscire dalla stanza in cui erano chiusi per timore, li fa uscire da se stessi, e li trasforma in annunciatori e testimoni delle «grandi opere di Dio</span>»</em> (v. 11). E questa trasformazione operata dallo Spirito Santo si riflette sulla folla accorsa sul luogo e proveniente «da ogni nazione che è sotto il cielo» (v. 5), perché ciascuno ascolta le parole degli Apostoli come se fossero pronunciate nella propria lingua (v. 6).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"> <strong>Una lingua nuova, quella dell’amore</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Qui c’è un primo effetto importante dell’azione dello Spirito Santo che guida e anima l’annuncio del Vangelo: l’unità, la comunione. A Babele, secondo il racconto biblico, era iniziata la dispersione dei popoli e la confusione delle lingue, frutto del gesto di superbia e di orgoglio dell’uomo che voleva costruire, con le sole proprie forze, senza Dio, «una città e una torre la cui cima tocchi il cielo» (<em>Gen</em> 11,4). A Pentecoste queste divisioni sono superate. Non c’è più l’orgoglio verso Dio, né la chiusura degli uni verso gli altri, ma c’è l’apertura a Dio, c’è l’uscire per annunciare la sua Parola: una lingua nuova, quella dell’amore che lo Spirito Santo riversa nei cuori (cfr <em>Rm</em> 5,5); una lingua che tutti possono comprendere e che, accolta, può essere espressa in ogni esistenza e in ogni cultura. <span style="color: #800000;"><em>La lingua dello Spirito, la lingua del Vangelo è la lingua della comunione, che invita a superare chiusure e indifferenza, divisioni e contrapposizioni</em>.</span> Dovremmo chiederci tutti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>come mi lascio guidare dallo Spirito Santo in modo che la mia vita e la mia testimonianza di fede sia di unità e di comunione?</li>
<li>Porto la parola di riconciliazione e di amore che è il Vangelo negli ambienti in cui vivo? A volte sembra che si ripeta oggi quello che è accaduto a Babele: divisioni, incapacità di comprendersi, rivalità, invidie, egoismo.</li>
<li>Io che cosa faccio con la mia vita?</li>
<li>Faccio unità attorno a me, o divido, con le chiacchiere, le critiche, le invidie? Che cosa faccio?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo a questo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em><span style="text-decoration: underline;">Portare il Vangelo è annunciare e vivere noi per primi la riconciliazione, il perdono, la pace, l’unità e l’amore che lo Spirito Santo ci dona</span></em>. </span>Ricordiamo le parole di Gesù: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri» (<em>Gv</em> 13,34-35).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Viviamo con umiltà e coraggio il Vangelo!<br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un secondo elemento: il giorno di Pentecoste, Pietro, colmo di Spirito Santo, si alza in piedi «con gli undici» e «a voce alta» (<em>At</em> 2,14) e «con franchezza» (v. 29) annuncia la buona notizia di Gesù, che ha dato la sua vita per la nostra salvezza e che Dio ha risuscitato dai morti. <em><span style="color: #800000;">Ecco un altro effetto dell’azione dello Spirito Santo: il coraggio, di annunciare la novità del Vangelo di Gesù a tutti, con franchezza (parresia), a voce alta, in ogni tempo e in ogni luogo.</span></em> E questo avviene anche oggi per la Chiesa e per ognuno di noi: dal fuoco della Pentecoste, dall’azione dello Spirito Santo, si sprigionano sempre nuove energie di missione, nuove vie in cui annunciare il messaggio di salvezza, nuovo coraggio per evangelizzare. Non chiudiamoci mai a questa azione! Viviamo con umiltà e coraggio il Vangelo! Testimoniamo la novità, la speranza, la gioia che il Signore porta nella vita. Sentiamo in noi «la dolce e confortante gioia di evangelizzare» (Paolo VI, Esort. ap. <em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/apost_exhortations/documents/hf_p-vi_exh_19751208_evangelii-nuntiandi_it.html">Evangelii nuntiandi</a></em>, 80). <em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800000;">Perché evangelizzare, annunciare Gesù, ci dà gioia; invece, l&#8217;egoismo ci dà amarezza, tristezza, ci porta giù; evangelizzare ci porta su.</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;"> </span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Partire sempre dalla preghiera</span><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Accenno solamente ad un terzo elemento, che però è particolarmente importante: una nuova evangelizzazione, una Chiesa che evangelizza deve partire sempre dalla preghiera, dal chiedere, come gli Apostoli nel Cenacolo, il fuoco dello Spirito Santo. Solo il rapporto fedele e intenso con Dio permette di uscire dalle proprie chiusure e annunciare con parresia il Vangelo. <em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800000;">Senza la preghiera il nostro agire diventa vuoto e il nostro annunciare non ha anima, e non è animato dallo Spirito.</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800000;"> </span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Cari amici</strong>,</span> come ha affermato <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/index_it.htm">Benedetto XVI</a>, oggi la Chiesa «sente soprattutto il vento dello Spirito Santo che ci aiuta, ci mostra la strada giusta; e così, con nuovo entusiasmo, siamo in cammino e ringraziamo il Signore» (<em><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2012/october/documents/hf_ben-xvi_spe_20121027_sinodo_it.html">Parole all’Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi</a></em>, 27 ottobre 2012).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em><span style="text-decoration: underline;">Rinnoviamo ogni giorno la fiducia nell’azione dello Spirito Santo, la fiducia che Lui agisce in noi, Lui è dentro di noi, ci dà il fervore apostolico, ci dà la pace, ci dà la gioia. Lasciamoci guidare da Lui, siamo uomini e donne di preghiera, che testimoniano con coraggio il Vangelo, diventando nel nostro mondo strumenti dell’unità e della comunione con Dio.</span></em> </span>Grazie.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pentecoste passionista</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 06:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi e Beati]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ai dilettissimi nostri figli e Fratelli in Gesù Cristo, Sacerdoti, Chierici e Laici che compongono la Religiosa Famiglia Passionista, salute, pace e benedizione del NSGC  Paolo della Croce Preposito e Servo.

Essendo imminente, carissimi figli e Fratelli in Gesù Cristo, la dolce e sopra giocondissima solennità dello Spirito Santo, alla quale ciascuno deve prepararsi per ricevere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/pentecoste-091.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6698" title="pentecoste-09" src="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/pentecoste-091.jpg" alt="" width="766" height="960" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Ai dilettissimi nostri figli e Fratelli in Gesù Cristo, Sacerdoti, Chierici e Laici che compongono la Religiosa Famiglia Passionista, salute, pace e benedizione del NSGC  Paolo della Croce Preposito e Servo.</span></h2>
<div style="text-align: justify;">
<p><em>Essendo imminente, carissimi figli e Fratelli in Gesù Cristo, la dolce e sopra giocondissima solennità dello Spirito Santo, alla quale ciascuno deve prepararsi per ricevere degnamente nella casa interiore dell&#8217;anima sua, un tanto sovrano ospite, anzi il suo Signore e Dio, non abbiamo voluto tralasciare di compire in qualche piccola parte a quest&#8217;obbligo di carità, visitandovi con questa nostra povera lettera, perché conosciate sempre più il vivo desiderio che la bontà del Signore ci ha impresso nel cuore, che <span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #800000;">siate tutti gran santi</span></strong></span>, così richiedendo la vocazione a cui la Misericordia di Dio vi ha chiamati. <span id="more-6699"></span>Dunque, carissimi, per ben prepararvi a questa sacrosanta, divina solennità, ciascuno di voi esamini bene se stesso, per conoscere se viva in voi qualcosa che non sia puramente Dio; e questo lo conoscerete esaminandovi se in tutte le vostre azioni sia purissima la vostra intenzione e se procuriate ogni giorno più di rendere la vostra intenzione deiforme, cioè tutta divina, operando sempre in tutte le vostre azioni in Dio e per solo suo amore, unendo le vostre opere con quelle di Gesù Cristo Signor nostro, che è la nostra Via, Verità e Vita [Gv 14, 6].</em></p>
<p><em>Amatissimi figli! Mortui enim estis et vita vestra abscondita est cum Christo in Deo, “Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio”! [Col 3, 3]. Dunque come morti a tutto ciò che non è Dio, tenetevi in altissimo distacco da tutto il creato, in vera povertà e nudità di spirito, con alto distacco da ogni sensibile consolazione, in cui troppo si mischia la nostra guasta natura e diviene ladra dei doni di Dio, cosa al sommo pericolosa e dannosa. Impegnatevi a fare continua dimora dentro di voi stessi, in vera solitudine interiore, per divenire veri adoratori del Sommo Bene in spirito e verità [Gv 4, 23-24].</em></p>
<p><em>Tutto ciò vi riuscirà, se sempre più vi farete piccoli, perché Dio ama le anime bambine ed a queste Egli insegna quell&#8217;alta sapienza che ha nascosta ai sapienti e prudenti del mondo [cf Mt 11, 25]. Non v&#8217;allontanate mai dalle Piaghe SS. di Gesù Cristo, procurate che il vostro spirito sia tutto vestito e penetrato dalle Pene SS. del nostro Divin Salvatore, e siate sicuri che egli, che è il Divino Pastore, vi condurrà come sue care pecorelle al suo ovile [cf Gv 10, 11-14]. E qual&#8217;è l&#8217;ovile di questo dolce, sovrano Pastore? Sapete qual&#8217;è? <strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">E&#8217; il seno del Divin Padre</span>.</span></strong> E perché Gesù sta nel seno del Padre, Christus Iesus qui est in sinu Patris [cf Gv 1, 18], così in questo seno divino, egli conduce e fa riposare le sue care pecorelle. E tutto questo divino lavoro si fa nella casa interiore dell&#8217;anima vostra, in pura e nuda fede e santo amore, in vera astrazione da tutto il creato, povertà di spirito e perfetta solitudine interiore; ma questa grazia sì eccelsa si concede solamente a quelli che studiano di essere ogni giorno più umili, semplici e caritativi.</em></p>
<p><em>Carissimi figli, fate a gara a chi può essere più umile, più esatto e più osservante Aemulamini charismata meliora. “desiderate i carismi più grandi” [1 Cor 12, 31]. Studiate di essere semplici, umili come bambini, non perdete di vista l&#8217;orribile nulla che siete, il vostro <strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">niente avere</span>, <span style="text-decoration: underline;">niente sapere</span>, <span style="text-decoration: underline;">niente potere</span>;</span></strong> scavate pure, che non troverete in voi altro di vostro che il puro orribile niente. Oh! quanto vi raccomando questa umiltà di cuore e semplicità fanciullesca, la quale vi farà essere rispettosi e caritatevoli con tutti, a tutti soggetti, come dice l&#8217;Apostolo S. Pietro: Estote subiecti omni creaturae propter Deum, “vivete sottomessi ad ogni umana autorità per amore del Signore” [1 Pt 2,13] e sopra tutto se avrete una somma riverenza al vostro Superiore che Dio vi ha dato per padre e guida dell&#8217;anima vostra, al quale ricorrete con semplicità e schiettezza da bambini per scoprirgli fedelmente il vostro interno e per obbedirlo senza la minima replica, come luogotenente di Gesù Cristo: che gran voli farete alla santa perfezione così facendo! Oh che pace proverete!</em></p>
<p><em>E questa pace, che è frutto dello Spirito Santo, vi farà crescere in carità gli uni con gli altri, essendo un sol cuore in Gesù Cristo (punto al sommo importante); ed a tale effetto nessuno mai giudicherà le azioni del suo Fratello, perché in quello rimirerà santità e solo in se stesso non vedrà che vizio e difetto; sempre però con pacifica sofferenza e speranza di guarirne. <strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Credetemi che la peste delle Comunità è il giudicare le azioni degli altri</span>,</span></strong> perdendo di vista le proprie. L&#8217;interpretare in male le azioni, il sussurrare insieme dei difetti altrui, il mormorare, il riportare ciò che si sente l&#8217;un l&#8217;altro: oh che peste! oh che rovina cagiona nelle povere Comunità!</em></p>
<p><em>La vera umiltà che scopre in noi sempre più il vizio, non dà spazio di rimirare le azioni altrui, ma fa essere solleciti di estirpare ogni cosa viziosa che dispiace agli occhi di Dio; ed inoltre, siccome la vera umiltà di cuore fa conoscere e credere che non vi sia persona al mondo peggiore di sé, come mai può dar luogo a giudicare gli altri, che tiene tutti migliori e santi?</em></p>
<p><em>Lasciamo la cura ai nostri Superiori di vigilare, ché Dio infonderà loro lume e grazia per rimediare ad ogni disordine, ed ubbidiamo quando ci comandano di dire il nostro sentimento o di avere qualche informazione per il buon governo della Comunità Religiosa o di qualcuno in particolare, che allora siamo sicurissimi di fare la volontà di Dio, e tutto ciò che fedelmente diciamo, ridonda in maggior gloria del Signore e nostro ed altrui vantaggio.</em><em><br />
</em></p>
<p><em>Ecco che in compendio vi abbiamo detto tutto ciò che la nostra poca capacità ci ha dettato per ben apparecchiarvi  a ricevere nella casa dell&#8217;anima vostra lo Spirito Santo con tutti gli altissimi suoi doni e grazie soprabbondantissime.</em></p>
<p><em>Resta solo, o carissimi, che vi preghiamo in ultimo a celebrare la santissima Novena tutti congregati in uno, cioè che vi uniate in spirito con tutti i vostri Fratelli, che sono negli altri Santi Ritiri; e quest&#8217;unione deve essere in vera fede, speranza e carità. I Santi Apostoli celebrarono la Novena congregati in unum[cf At 1, 12-14; 4, 32].</em></p>
<p><em>O cara Congregazione di carità, che stringi ed unisci i cuori in un sol cuore in Gesù Cristo! O dolce carità, ricca di obbedienza, di umiltà, di pazienza, di silenzio, di mansuetudine, di ogni bene! In questa unione di fede e di carità invochiamo, o carissimi, tutti insieme lo Spirito Paraclito, Spirito consolatore che venga a riempire tutta la casa interiore dell&#8217;anima nostra e tutta la nostra povera Congregazione.</em></p>
<p><em>Esclamiamo a questo Padre dei poveri, a questo Datore di grazie, a questo Lume dei cuori, che ci conceda il vero spirito del nostro Istituto, che è il vero spirito apostolico, ricco di tutte le virtù; preghiamolo che apra la vena delle acque vive delle sue grazie, perché tutti beviamo in abbondanza, affinché tutti arsi d&#8217;amore, infuocati di carità, accendiamo questo fuoco divino nei cuori dei nostri poveri prossimi, mediante la santa predicazione delle Pene SS.me del nostro Amore Crocifisso. Ah, carissimi! pregate, esclamate all&#8217;Altissimo che dilati la nostra povera Congregazione, che la provveda di uomini santi, affinché come trombe, animate dallo Spirito Santo, vadano predicando quanto ha fatto e patito Gesù per amore degli uomini, giacché la maggior parte ne vive del tutto dimentica, cosa degna di lacrime inconsolabili e cagione di tante iniquità che abbondano nel mondo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In fine vi supplichiamo e vi scongiuriamo per le viscere della Misericordia di Dio [cf Lc 1, 78] a pregare Dio per questo vostro povero indegnissimo servo e padre, rimirandolo il più bisognoso di tutti per muovervi con maggior compassione a fare orazione per il medesimo con più fervore ed assicurandovi della nostra gratitudine in tutte le povere nostre orazioni e santi sacrifici, nei quali vi assicuriamo che continuamente facciamo memoria di tutti voi, perché Dio che coepit in vobis opus bonum, ipse perficiat, ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento” [Fil 1, 6], come speriamo; e inviandovi la nostra benedizione, vi preghiamo dal Signore ogni vero bene.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>2 maggio 1750</em></p>
<p style="text-align: right;"><em><strong><span style="color: #800000;">Paolo della Croce, Preposito</span></strong></em></p>
</div>
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		<title>ASCENSIONE</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 16:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi e Beati]]></category>

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		<description><![CDATA[
RIAPERTE LE PORTE DEL CIELO
 
Parola di Dio
 Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua Passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?”. Ma egli rispose: “Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/ascensione.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6678" title="ascensione" src="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/ascensione.jpg" alt="" width="614" height="713" /></a></h2>
<h2 style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/riaperte-le-porte-del-cielo.doc">RIAPERTE LE PORTE DEL CIELO</a></strong></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #800000;">Parola di Dio</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong><em> Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua Passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?”. Ma egli rispose: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”. Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n&#8217;andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l&#8217;avete visto andare in cielo” </em></strong><em>(At 1,3-11). </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #800000;">“ Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io”</span></em></strong><em> (Gv 14,2B-4).</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Per la comprensione<span id="more-6677"></span><br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">- Dalla risurrezione all’ascensione Gesù trascorre sulla terra 40 giorni misteriosi. Da una parte si comporta come una persona normale: parla e mangia con gli apostoli, dà le ultime istruzioni sulla loro condotta e missione. Nello stesso tempo è un Gesù diverso, che vive in un’altra dimensione, da risorto: appare a singole persone e a gruppi. entra in una casa a porte chiuse, si sposta in un istante da un luogo all’altro, ha un corpo reale, ma spiritualizzato. E’ un Gesù che vive già la vita del cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Rifletti</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">- Dopo il peccato del primo uomo il cielo era stato chiuso: <strong><span style="color: #800000;">“Il Signore Dio scacciò Adamo dal giardino di Eden perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l&#8217;uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante per custodire la via all&#8217;albero della vita”</span></strong> (Gen 3,23-24). Gesù sale vittorioso al cielo e riapre la porta della vita. L’arma della sua vittoria è la croce: <span style="color: #800000;"><strong>“per crucem ad lucem”</strong>:</span> dalla croce alla luce; la croce è la chiave che riapre la porta del cielo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">- <strong>“Io vado a prepararvi un posto”</strong></span>: Gesù non si preoccupa solo della sua gloria; egli ci vuole con sé, si preoccupa di spianare per noi la strada che porta al cielo, ne riapre la porta, prepara un posto personale per ciascuno di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">- Gesù <strong><span style="color: #800000;">“siede alla destra del Padre”</span></strong> e intercede per noi, vive nel cielo, preoccupandosi di noi che siamo sulla terra.: <strong><span style="color: #800000;">“Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato</span></strong> (Gv 17,24). Come una madre vuole noi suoi figli accanto a sé nella gloria.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">- <strong>“Ritornerò e vi prenderò con me”</strong>:</span> siamo fatti per il cielo. Dobbiamo camminare su questa terra e non possiamo disinteressarci di essa, ma <strong><span style="color: #800000;">“la nostra patria è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso</span></strong> (Fil 3,20-21). Dobbiamo guardare la terra che calpestiamo, ma non come persone <strong><span style="color: #800000;">“curve”</span></strong>, come l’animale che guarda solo in basso; dobbiamo essere persone <strong><span style="color: #800000;">“erette”</span></strong> che guardano in alto e aspirano all’alto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Confronta</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">- Il pensiero di Cristo crocifisso per me, ma poi risorto e asceso al cielo, mi deve riempire di speranza e di gioia: la croce passa, ma la gloria resta. Nei momenti difficili mi ricorderò del pensiero di san Francesco: <strong><span style="color: #800000;">“Tanto grande è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto”.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">- </span><strong><span style="color: #800000;">“Sono fatto per il cielo!”</span>,</strong> esclamava un santo giovane, santo Stanislao Koska, nei momenti di prova e tentazione. Sono fatto per il cielo, debbo ripetere anch’io nei momenti di difficoltà e di scoraggiamento. Lassù c’è un posto per me, preparato e meritato da Gesù con la sua Passione e risurrezione. Per questo, come mi raccomanda san Paolo,<span style="color: #800000;"> <strong>“cercherò  le cose di lassù, penserò alle cose di lassù”</strong></span> (Cf Col 3,1.3): ecco il programma della mia vita.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Pensiero di san Paolo della Croce:</strong><strong> </strong><strong>“Stia sul suo letto come sulla croce dello Sposo Divino. Già vedo che le mura s&#8217;assottigliano, e la povera carcerata se ne volerà libera alla patria che il dolce Gesù le ha comprata col suo Sangue prezioso”</strong></span> (L .I, 237).</p>
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		<title>La fede di Maria: &#8220;Anche a te una spada&#8221;, Fede e croce</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 15:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[catechesi sulla fede]]></category>

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		<description><![CDATA[La Vergine Maria realizza nel modo più perfetto l&#8217;obbedienza della fede. Nella fede, Maria accolse l&#8217;annunzio dell&#8217;angelo Gabriele; credendo che “nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,37), diede il proprio consenso: “Sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola” (Lc, 1,38). Queste semplici parole di Maria sono il più grande atto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;">La Vergine Maria realizza nel modo più perfetto l&#8217;obbedienza della fede. Nella fede, Maria accolse l&#8217;annunzio dell&#8217;angelo Gabriele; credendo che </span><strong>“nulla è impossibile a Dio”</strong><span style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;"> (Lc 1,37), diede il proprio consenso: </span><strong>“Sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola” </strong><span style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;">(Lc, 1,38). Queste semplici parole di Maria sono il più grande atto di fede nella storia del mondo, come se Maria avesse detto a Dio: </span><strong>«Eccomi, sono un foglio bianco, puoi scrivere ciò che vuoi”</strong><span style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;">. Giustamente Elisabetta la può salutare così: </span><strong>“Beata te che hai creduto nell&#8217;adempimento delle parole del Signore”</strong><span style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;"> (Lc 1,45). Per questa fede, tutte le generazioni la chiameranno beata (Cf Lc 1,48 &#8211; CCC 148). La fede di Maria non ha vacillato mai (Cfr. Porta Fidei 13).</span><strong> </strong><span style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;">Ecco perché la Chiesa venera in Maria la più pura e forte realizzazione della fede (CCC 149).</span></p>
<p>Il Concilio Vaticano II dice che <strong>«la beata Vergine, per la sua intima partecipazione alla storia della salvezza, riunisce in sé e riverbera le grandi realtà della fede»</strong> (LG 65):</p>
<ul>
<li><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">la sua </span><strong>Concezione</strong><strong> Immacolata</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> mostra la libertà e la munificenza di Dio nell&#8217;eleggere gli strumenti della salvezza e della grazia;</span></li>
<li><strong>il suo consenso</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> all&#8217;opera dell&#8217;incarnazione indica il senso e la forma della cooperazione umana al piano divino di salvezza;</span></li>
<li><strong>il parto verginale</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> manifesta che Cristo è vero Dio e vero uomo;</span></li>
<li><strong>come madre,</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> sostiene e protegge la fede dei figli. Sorretta dalla fede, seguì Gesù sulla via del Calvario e presso la croce sostenne e offrì la sua morte al Padre; sotto l&#8217;impulso della fede, credette che egli sarebbe risorto e attese la venuta dello Spirito Santo.</span></li>
</ul>
<p>La sua vita santa e la sua condizione di <strong>vergine, sposa e madre</strong> adombrano l’immagine della Chiesa; <strong>la sua assunzione al cielo</strong> prefigura la nostra futura gloria. È <strong>Madre di Dio e madre nostra</strong>, che regna gloriosa nei cieli, opera in modo misterioso sulla terra, additando ai suoi figli la via della salvezza. È Lei che <strong>aiuta i suoi figli a conservare la loro fede</strong>. È Lei, Madre di Dio, che <strong>vince le eresie e le potenze del male</strong> e per questo è stata sempre invocata dal popolo cristiano come <strong>«difesa e madre» della fede</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Un sì di amore e di accettazione piena</strong></p>
<p>Il primo grande atto di fede di Maria avviene nell’<strong><span style="text-decoration: underline;">Annunciazione</span></strong>. Considerato superficialmente, può sembrare a noi un atto di fede facile e scontato: diventare madre del Messia era il sogno di ogni fanciulla ebrea. Maria invece non se ne sente degna, ma accetta, anche se intravede che questa scelta le avrebbe dato tanti problemi. Sul piano umano, come spiegare a Giuseppe la concezione di Gesù? Chi crederà che il bimbo che porta in grembo è <strong>«opera dello Spirito Santo»</strong>? Maria sapeva che, secondo la legge, poteva essere rifiutata da Giuseppe e condannata, come adultera, alla lapidazione. Chi la libererà dalle dicerie della gente? Tuttavia crede e si affida a Dio. La grandezza di Maria sta nella fede, confermata da Gesù stesso. Una donna dice a Gesù: <strong>“Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte”</strong><em> </em>(Lc 11, 27). Gesù proclama beato chi lo porta nel cuore: <strong>“Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”</strong> e<em> </em>fa capire che la vera grandezza di Maria era <strong>«custodire e meditare tutte le parole di Dio nel suo cuore» </strong>(Lc 2,19.51).</p>
<p>Maria non ha creduto una volta sola. Maria ha avuto bisogno di molte “<strong>annunciazioni</strong>” per capire il mistero di Gesù e il suo mistero. Maria ha avuto bisogno di tanta fede nel vedere il contrasto della vita di Gesù con le aspettative del popolo riguardo al Messia. Che fine avevano fatto le parole dell’angelo: “<strong>Il figlio che darai alla luce sarà grande e chiamato Figlio dell&#8217;Altissimo, il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre, regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”</strong>? (Lc 1,33-34). La fede di Maria può essere stata messa alla prova dal dubbio, non su Dio, ma su di sé: <strong>«Avrò capito bene? E se mi fossi ingannata?”. </strong>Il Concilio Vaticano II afferma che Maria ha <strong><span style="text-decoration: underline;">«progredito»</span></strong> nella fede. Non tutto era chiaro a Maria, ma ha creduto sempre, ha meditato per capire, fidandosi poi di Dio.</p>
<p><span style="font-weight: bold; font-size: 13px; line-height: 19px;">La fede e la kenosi continua di Maria</span></p>
<p>Se tutta la vita di Maria è stata una vita di fede, è nella passione di Gesù che la fede di Maria raggiunge la vetta. La fede è sempre un’esperienza pasquale, cioè di morte e di vita, perché comporta un passaggio dalle nostre certezze umane all’accettazione della volontà di Dio. <strong>Credere è morire per vivere</strong>. È la <strong>“morte mistica”</strong> per arrivare alla <strong>“divina rinascita”</strong>, come dice S. Paolo della Croce: un passaggio che anche Maria ha dovuto fare. Credere è una continua Memoria Passionis, una continua salita del Calvario, per camminare verso la vita.</p>
<p>Si parla della <strong><span style="text-decoration: underline;">kenosi</span></strong> del Figlio di Dio, partendo dal testo di San Paolo: <strong>“Gesù, pur essendo Dio,… <span style="text-decoration: underline;">svuotò se stesso</span> assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini… <span style="text-decoration: underline;">umiliò se stesso</span>, facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce”</strong> (Cfr. Fil 2, 6-8).</p>
<p>Si può parlare anche della <strong><span style="text-decoration: underline;">kenosi di Maria</span></strong>: anche lei, Madre di Dio, si è svuotata, umiliandosi, accettando la condizione di serva, madre di un crocifisso.</p>
<p>Tutta la vita di Cristo fu croce e martirio. Anche la vita di Maria fu una continua crocifissione. La kenosi di Cristo e di Maria inizia per tutti e due dal fiat di Maria nell’Incarnazione: <strong>“Ecco la serva”</strong>, dice la Madre. <strong>“Ecco io vengo”</strong><em>,</em> fa eco il Figlio. L’adesione della Madre e del Figlio al piano di Dio è l’inizio del loro cammino insieme verso la croce.</p>
<p>Maria vive la <strong><em>concezione verginale del Figlio di Dio</em></strong> in intimità di fede e di amore, ma l’avvenimento la mette subito in uno stato di solitudine dinanzi alla società e di iniziale imbarazzo di fronte a Giuseppe. Certo Maria avrà informato subito il suo fidanzato circa il mistero avvenuto in Lei. Giuseppe ebbe paura del grande annunzio. Dio allora interviene con una annunciazione anche per Giuseppe (Mt 1,18-25). Egli comprende di essere stato scelto come padre legale del Messia, accanto a Maria e inizia un cammino di fede in intima comunione con lei finché Dio lo terrà al suo posto. Ma questo cammino di fede fu permeato dalla croce per tutti e due.</p>
<ul>
<li><strong><em>La visita alla cugina Elisabetta</em></strong> dimostra la fede e la carità di Maria, la sua disponibilità agli altri. Non pensiamo Maria solo raccolta nel privato. Conosce il senso biblico dell’essere serva disponibile (Lc 1,38.48).</li>
<li><strong><em>La nascita di Gesù a Betlemme</em></strong><em>,</em> in una grotta sulla strada, senza le necessarie attenzioni per la puerpera e per il neonato, coinvolge Maria sempre tra kenosi storica del Figlio e kenosi nella fede della madre.</li>
<li><strong><em>La presentazione di Gesù al tempio</em></strong><em>,</em> contiene il primo annuncio esplicito della passione: il vegliardo Simeone associa la madre alla stessa sorte del figlio, annunciando la croce per tutti e due (Cfr. Lc 2, 34-35). <em> </em></li>
<li><strong><em>L’esilio in Egitto</em></strong> ha comportato anni di prove e sofferenze per tutta la Sacra Famiglia.<em></em></li>
<li><strong><em>Lo smarrimento di Gesù nel tempio</em></strong>, è ancora un passo nel cammino di fede, come una nuova annunciazione. Difatti Maria e Giuseppe <em>non compresero la spiegazione del Figlio, ma sua madre custodiva e meditava tutte queste cose nel suo cuore per capirle e crescere nella fede </em>(Cfr. Lc 2, 51-52)<em>.</em><em></em></li>
<li><strong><em>La passione e morte del Figlio</em></strong> è il culmine del cammino di fede e di kenosi di Maria. Maria è sul Calvario, accanto alla croce del Figlio, come sua madre ma soprattutto come coinvolta in prima persona nel mistero della salvezza (Gv 19 25-27). Sta accanto alla croce <em>senza parlare.</em> È il silenzio della nuda fede. In questa presenza silenziosa, Maria sperimenta <strong>“la più profonda kenosi della fede della storia umana”</strong> <sup>(<em>Red. Mater</em> 18,3).</sup> Il culmine della kenosi del Figlio coincide con il culmine della kenosi della fede della madre. La prova è molto più grande di quella di Abramo per il sacrificio del figlio. Maria può essere chiamata <strong><span style="text-decoration: underline;">madre nella fede</span></strong>, più di quanto Abramo si possa considerare nostro padre nella fede (R. Cantalamessa). Le parole di Gesù in croce, <em>“</em><strong>Ecco tuo Figlio, Ecco tua madre</strong><em>” </em>sono l’ultima annunciazione a Maria. La prima venne da un angelo, l’ultima dal Figlio.  Nella prima accettò di essere madre del Figlio che nasce. Ora deve accettare di essere madre del Figlio che muore e madre di quanti nasceranno da quella morte. Gesù non volle morire sulla croce senza di lei. Anche noi dobbiamo capire che non è possibile accettare le nostre croci senza Maria.</li>
</ul>
<p>La fede di Maria ci aiuta a capire l&#8217;<strong><span style="text-decoration: underline;">importanza della fede e della grazia nella nostra vita</span></strong>, specialmente nelle prove. <strong><span style="text-decoration: underline;">Senza la grazia non c’è salvezza</span></strong>; <strong><span style="text-decoration: underline;">senza la fede non c’è grazia</span></strong>. La grazia non può operare, se non c’è la fede. <strong><span style="text-decoration: underline;">Grazia e fede</span></strong> sono i due pilastri della salvezza; come i due piedi per camminare o le due ali per volare.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Credere è fidarsi di Dio</span>, è il nostro Fiat quotidiano</strong>! Accanto ai <strong>tre grandi «fiat» della storia della salvezza</strong> (<strong>Creazione, Annunciazione, Calvario</strong>), occorre un <strong><span style="text-decoration: underline;">quarto «fiat</span>»</strong>, <strong><span style="text-decoration: underline;">il nostro “sì”</span></strong> anche quando è difficile, un «<strong>fiat</strong>» detto con gioia, come Maria, non un sì da “rassegnati”. Il nostro «<strong>fiat</strong>» non è detto al destino, come i pagani, ma a Dio Padre, come <strong>Charles de Foucauld</strong> in questa commovente preghiera:</p>
<p><strong><em>«Padre mio, mi abbandono a te. Fa&#8217; di me ciò che ti piace. Qualunque cosa tu faccia di me, ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto, perché la tua volontà si compia in me e in tutte le tue creature. Non desidero altro, mio Dio. Rimetto la mia anima nelle tue mani. Te la dono, mio Dio, con tutto l&#8217;amore del mio cuore, perché ti amo. Ed è per me un&#8217;esigenza d&#8217;amore il donarmi e il rimettermi nelle tue mani senza misura, con una confidenza infinita, perché tu sei il Padre mio». </em></strong></p>
<p>Troviamo nella nostra Promessa di Amore diversi spunti di questa preghiera. Chiediamo aiuto alla Madonna e preghiamola spesso come <strong>“</strong>Virgo fidelis<strong>”:</strong> “Vergine della fede, prega per noi”!</p>
<p><strong>RIFLETTI</strong></p>
<p><strong>1. La devozione alla Vergine santa mi aiuta a fare della mia vita un continuo fiat a Dio?</strong></p>
<p><strong>2. La mia fede è una fede gioiosa, anche se sofferta, di un figlio, o l’adesione di uno schiavo?</strong></p>
<p><strong>3. La fede di Maria è stata molto feconda. Come può essere feconda la nostra fede?</strong></p>
<p><strong>4. Sento il bisogno di comunicare e vivere la mia fede in famiglia e nella Chiesa e comunità?</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>P. Alberto  Pierangioli</em></strong></p>
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		<title>IL PAPA E L&#8217;ANNO DELLA FEDE &#8211; 17</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 13:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio News]]></category>

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		<description><![CDATA[
PAPA FRANCESCO
UDIENZA GENERALE
Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Il tempo pasquale che con gioia stiamo vivendo, guidati dalla liturgia della Chiesa, è per eccellenza il tempo dello Spirito Santo donato «senza misura» (cfr Gv 3,34) da Gesù crocifisso e risorto. Questo tempo di grazia si conclude con la festa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/credo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6661" title="credo" src="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/credo.jpg" alt="" width="529" height="678" /></a></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/17.doc">PAPA FRANCESCO<br />
UDIENZA GENERALE</p>
<p></a><a href="http://www.amicidigesucrocifisso.org/wp-content/uploads/2013/05/17.doc"></a><em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130508_udienza-generale_it.html">Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita</a></span></em></p>
<p></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #003366;">Cari fratelli e sorelle, buongiorno!</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo pasquale che con gioia stiamo vivendo, guidati dalla liturgia della Chiesa, è per eccellenza <span style="color: #003366;"><em><span style="text-decoration: underline;">il tempo dello Spirito Santo donato «senza misura»</span></em> </span>(cfr Gv 3,34) da Gesù crocifisso e risorto. Questo tempo di grazia si conclude con la festa della Pentecoste, in cui la Chiesa rivive l’effusione dello Spirito su Maria e gli Apostoli raccolti in preghiera nel Cenacolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"> <strong>Ma chi è lo Spirito Santo?<span id="more-6659"></span><br />
</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi è lo Spirito Santo? Nel Credo noi professiamo con fede: <em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #003366;">«Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita».</span></span></em> La prima verità a cui aderiamo nel Credo è che lo Spirito Santo è Kýrios, Signore. Ciò significa che Egli <em><span style="color: #003366;">è veramente Dio come lo sono il Padre e il Figlio</span></em>, oggetto, da parte nostra, dello stesso atto di adorazione e di glorificazione che rivolgiamo al Padre e al Figlio. Lo Spirito Santo, infatti, <em><span style="color: #003366;">è la terza Persona della Santissima Trinità</span></em>; è il grande dono del Cristo Risorto che apre la nostra mente e il nostro cuore alla fede in Gesù come il Figlio inviato dal Padre e che ci guida all’ amicizia, alla comunione con Dio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Ma vorrei soffermarmi soprattutto sul fatto che </span><strong><em><span style="color: #003366;">lo Spirito Santo è la sorgente inesauribile della vita di Dio in noi.</span></em></strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> L’uomo di tutti i tempi e di tutti i luoghi desidera una vita piena e bella, giusta e buona, una vita che non sia minacciata dalla morte, ma che possa maturare e crescere fino alla sua pienezza. L’uomo è come un viandante che, attraversando i deserti della vita, ha sete di un’acqua viva, zampillante e fresca, capace di dissetare in profondità il suo desiderio profondo di luce, di amore, di bellezza e di pace. Tutti sentiamo questo desiderio! E Gesù ci dona quest’acqua viva: essa è lo Spirito Santo, che procede dal Padre e che Gesù riversa nei nostri cuori. </span><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #003366;">«Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza»</span></span></em><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">, ci dice Gesù (Gv 10,10).</span></p>
<p style="text-align: justify;">Gesù promette alla Samaritana di donare un’“acqua viva”, con sovrabbondanza e per sempre, a tutti coloro che lo riconoscono come il Figlio inviato dal Padre per salvarci (cfr Gv4, 5-26; 3,17). Gesù è venuto a donarci quest’“acqua viva” che è lo Spirito Santo, perché <em>la nostra vita sia guidata da Dio, sia animata da Dio, sia nutrita da Dio</em>. Quando noi diciamo che il cristiano è un uomo spirituale intendiamo proprio questo: <span style="color: #003366;"><em><span style="text-decoration: underline;">il cristiano è una persona che pensa e agisce secondo Dio, secondo lo Spirito Santo</span></em>.</span> Ma mi faccio una domanda: e noi, pensiamo secondo Dio? Agiamo secondo Dio? O ci lasciamo guidare da tante altre cose che non sono propriamente Dio? Ciascuno di noi deve rispondere a questo nel profondo del suo cuore.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"> <strong>Acqua viva</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto possiamo chiederci: perché quest’acqua può dissetarci sino in fondo? Noi sappiamo che l’acqua è essenziale per la vita; senz’ acqua si muore; essa disseta, lava, rende feconda la terra. Nella Lettera ai Romani troviamo questa espressione: <em><span style="color: #003366;">«L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato»</span></em> (5,5). L’“acqua viva”, lo Spirito Santo, dono del Risorto che prende dimora in noi, ci purifica, ci illumina, ci rinnova, ci trasforma perché <em>ci rende partecipi della vita stessa di Dio che è Amore</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, l’Apostolo Paolo afferma che la vita del cristiano è animata dallo Spirito e dai suoi frutti, che sono «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22-23).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"><em><span style="text-decoration: underline;">Lo Spirito Santo ci introduce nella vita divina come “figli nel Figlio Unigenito”.</span></em> </span>In un altro passo della Lettera ai Romani, che abbiamo ricordato più volte, san Paolo lo sintetizza con queste parole: «Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi… avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo “Abbà! Padre!”. Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria» (8,14-17).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;"> <em><span style="text-decoration: underline;">Questo è il dono prezioso che lo Spirito Santo porta nei nostri cuori: la vita stessa di Dio, vita di veri figli, un rapporto di confidenza, di libertà e di fiducia nell’amore e nella misericordia di Dio, che ha come effetto anche uno sguardo nuovo verso gli altri, vicini e lontani, visti sempre come fratelli e sorelle in Gesù da rispettare e da amare</span></em><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Lo Spirito Santo ci insegna a guardare con gli occhi di Cristo, a vivere la vita come l’ha vissuta Cristo, a comprendere la vita come l’ha compresa Cristo. Ecco perché l’acqua viva che è lo Spirito Santo disseta la nostra vita, perché ci dice che siamo amati da Dio come figli, che possiamo amare Dio come suoi figli e che con la sua grazia possiamo vivere da figli di Dio, come Gesù.</span></p>
<p style="text-align: justify;">E noi, ascoltiamo lo Spirito Santo?</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa ci dice lo Spirito Santo?</p>
<p style="text-align: justify;">Dice: Dio ti ama. Ci dice questo. Dio ti ama, Dio ti vuole bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi amiamo veramente Dio e gli altri, come Gesù?</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo, lasciamo che Lui ci parli al cuore e ci dica questo: che Dio è amore, che Dio ci aspetta, che Dio è il Padre, ci ama come vero Papà, ci ama veramente e questo lo dice soltanto lo Spirito Santo al cuore. Sentiamo lo Spirito Santo, ascoltiamo lo Spirito Santo e andiamo avanti per questa strada dell&#8217;amore, della misericordia e del perdono. Grazie.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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