1. Origine della Famiglia Passionista

2. La realtà laicale passionista.
3. Amici di Gesù Crocifisso.
4. Fisionomia e finalità.
5. Impegni.
6. Formazione.
7. Organizzazione.
8. Inserimento nella Chiesa e impegno nell’apostolato.
9. Condizioni per appartenere al movimento.
10. Promessa di amore.

II – LA VOCAZIONE LAICALE PASSIONISTA
1. Spiritualità Passionista: Spiritualità dell’amore.
2. Linee caratteristiche della vocazione passionista.
3. Il cammino degli Amici di Gesù Crocifisso.

III – LA CONSACRAZIONE A GESU’ CROCIFISSO
1. La consacrazione battesimale.
2. La consacrazione laicale passionista.
3. In che cosa consiste la Consacrazione Solenne?
4. Chi può fare la Consacrazione Solenne?
5. Il cammino della consacrazione.
6. Consacrati: separati dalla mentalità del mondo.

Conclusione.

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I – Origine della Famiglia Passionista

Nel passato, quando si diceva “passionista”, si pensava esclusivamente ai religiosi e alle suore passioniste. Ora, accanto ai religiosi e suore, c’è la grande realtà dei laici passionisti, che nella vita di famiglia vivono la stessa spiritualità, formando la Famiglia Passionista, composta da religiosi, suore e laici.
Il Concilio Vaticano Il ha rimesso i laici dalla periferia al centro della Chiesa e ha scritto pagine stupende sulla spiritualità e missione dei laici, ricordando loro che possono e devono santificarsi nel mondo, per santificare il mondo.
Nel 1700 il Signore mandò alla sua Chiesa un grande apostolo, san Paolo della Croce. Egli era convinto che i mali di tutti i tempi derivano dalla dimenticanza dell’amore di Dio, manifestato soprattutto nella Passione di Gesù, e che tutti i beni vengono da essa. Sentì come sua missione l’impegno di risvegliare nei fedeli l’amore a Gesù Crocifisso e fondò i Passionisti, perché continuassero questa missione. Quando mori a Roma, il 18 ottobre 1775, lasciò 12 conventi pieni di ferven-ti religiosi e un monastero di suore passioniste.
Oggi i Passionisti sono presenti in circa 60 nazioni di tutti i continenti e continua-no nella Chiesa la missione del Fondatore, annunziando al mondo l’amore di Dio morto in croce per salvare l’uomo.
S. Paolo della Croce non fondò movimenti laicali, ma diresse nella santità migliaia di laici, con la predicazione e con le lettere di direzione spirituale. Nelle missioni popolari, per aiutare i fedeli analfabeti a meditare la Passione di Gesù, incaricava una persona che sapesse leggere a radunarne in chiesa piccoli gruppi per leggere loro un racconto della Passione. Era in germe il movimento laicale passionista.
Dopo la morte di san Paolo della Croce, fu organizzata dai Passionisti la Confraternita della Passione, con sede a Roma presso la Scala Santa, diffusa poi in tutta l’Italia e anche all’estero.
Nei 288 anni di vita la Congregazione passionista ha dato alla Chiesa schiere di apostoli, di santi, beati, venerabili, servi di Dio: tra essi ci sono anche dei laici, come S. Gemma Galgani, che è patrona del MLP e la Ven. Lucia Burlinì.

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2. La realtà laicale passionista

Dopo il Concilio sono sorti nella Chiesa vari movimenti laicali, per aiutare i laici ad approfondire e vivere pienamente la propria fede in una società dove tutto congiura contro di essa. In tutte le parti del mondo, dove sono presenti i religiosi passionisti, sono sorti anche diversi gruppi laicali ispirati al carisma passionista, impegnati a vivere nel loro stato sociale la spiritualità della Passione. I gruppi laicali passionisti italiani formano il Movimento Laicale Passionista Italiano (MLP), con un suo statuto e una sua organizzazione.

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3. Amici di Gesù Crocifisso

Il Movimento Laicale Passionista “Amici di Gesù Crocifisso” (AGC) ha avuto origine dalla richiesta di alcuni laici al P. Alberto Pierangioli di voler vivere da laici più intensamente la spiritualità passionista, come i Terzi Ordini laicali degli Ordini religiosi. Nell’agosto del 1989 il P. Alberto guidava un corso di esercizi spirituali per laici, presso il santuario passionista della Madonna della Stella PG, svolgendo il tema “La santità è amore”, cioè tutti i battezzati sono chiamati alla santità e tutti possono essere santi, perché essere santo significa amare Dio e il prossimo.
Fu spontaneo allora indicare il Crocifisso come il più grande modello di amore, perché “non c’è amore più grande di chi dona la vita per i propri amici”. (Gv 15,13-14). Partendo da questo principio, si cercò di delineare il fine e la fisionomia di un movimento ecclesiale basato sull’amore a Gesù Crocifisso.
Tenendo presenti gli insegnamenti di san Paolo della Croce, di santa Teresa del Bambino Gesù e della serva di Dio M. Maddalena Marcucci, suora passionista, si preparò il primo abbozzo dello statuto del Movimento Laicale Passionista “AMICI DI GESÙ CROCIFISSO”.
Si moltiplicarono subito le adesioni al nuovo cammino di spiritualità passionista. Il 6 novembre 1990 il Provinciale passionista, P. Floriano De Fabiis, approvava il nuovo movimento e incoraggiava il P. Alberto a portare avanti il lavoro intrapreso. Nella lettera di approvazione diceva che il lavoro iniziato poteva infondere nuovo vigore alla famiglia passionista diffondendo il carisma passionista. “Questo moto dello Spirito non va mortificato, ma incoraggiato e promosso secondo l’insegnamento e la guida della Chiesa e in continuità con l’eredità del nostro Santo Padre, Paolo della Croce”.
Anche il P. Generale del tempo incoraggiava il nuovo movimento.
Dopo 10 anni, nel 1999, fu richiesta al nuovo Provinciale, P. Luciano Temperilli, l’approvazione dello statuto, rivisto alla luce delle esperienze fatte. L’approvazione fu data il 18 novembre 1999 con una lettera in cui si diceva di “…ringraziare il Signore perché, allargare la spiritualità passionista tra i laici, significa far comprendere loro come l’Amore di un Dio Crocifisso conquista, conforta e dà senso alla vita”.
Fissate le finalità principali per le quali il movimento era nato, cioè “vivere spiritualmente uniti presso la Croce tenendo lo sguardo fisso su Gesù Crocifisso”, negli anni seguenti sono stati effettuati altri aggiornamenti dello statuto, alla luce dell’esperienza, dell’espansione e delle nuove aggregazioni che si erano formate tutte basate sulle stesse finalità, ma in realtà diverse e con un’organizzazione consona ad ognuna di esse.
Il movimento AGC entrò subito a fare parte del MLP italiano.
Attualmente è diffuso soprattutto nelle Marche, Abruzzo, Umbria, Lazio, ma con aderenti in tutte le regioni d’Italia e alcuni anche all’estero.

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4. Fisionomia e finalità

Il nome e la spiritualità degli “Amici di Gesù Crocifisso” sono ispirati dalle parole del Signore: “Nessuno ha un Amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici” (Gv 15,13-14). “Il movimento ha lo scopo di aiutare gli aderenti a tendere alla santità, come richiesta dalla consacrazione battesimale, secondo il carisma ispirato da Dio a San Paolo della Croce, con fedeltà creativa, attenta ai segni dei tempi: amare e fare amare Gesù Crocifisso, riconoscerlo, amarlo e servirlo nei fratelli, specialmente nei “crocifissi”. (Statuto n. 2).
Uno può aderire al movimento come:
– Effettivo, se partecipa attivamente alla vita del movimento e agli incontri del gruppo della propria zona.
– Ausiliare, se vive in modo privato e personale la spiritualità del movimento.
– Aggregato, se vive in zone dove attualmente non esistono gruppi organizzati di AGC e si aggrega spiritualmente a una Fraternità esistente, con la quale si impegna ad avere un rapporto particolare, informativo, formativo e spirituale.

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5. Impegni

Gli impegni degli AGC sono soprattutto di ordine spirituale:
1. Tendere alla santità, secondo l’impegno preso nel battesimo, con la spiritualità dell’amore, appresa da Gesù Crocifisso, secondo l’insegnamento di san Paolo della Croce; per questo gli Amici emettono una speciale Promessa di Amore a Gesù Crocifisso, secondo la formula propria del movimento, la rinnovano privatamente ogni giorno e comunitariamente in tutti gli incontri di Fraternità o di Gruppo; offrono al Padre le proprie sofferenze e sacrifici volontari, in unione con Cristo Crocifisso, per partecipare con Gesù Crocifisso all’opera della redenzione.
2. Vivono il carisma della Passione, esercitandosi nella meditazione quotidiana della Parola di Dio, in particolare sulla Passione e Risurrezione di Gesù, specialmente il venerdì.
3. S’impegnano ad “amare e fare amare” Gesù Crocifisso. Secondo le proprie possibilità, partecipano attivamente all’apostolato della parrocchia e della Famiglia Passionista.
4. Coltivano una profonda vita spirituale, partecipano frequentemente all’Eucaristia, pregano la Liturgia delle Ore, si accostano frequentemente al sacramento della penitenza, affidandosi a un direttore spirituale.
5. S’impegnano a riconoscere, amare e servire Gesù Crocifisso nei “crocifissi”, cioè in tutti coloro che partecipano maggiormente alla croce di Gesù, fisicamente o moralmente, secondo le proprie possibilità, ricordando la parola del Signore: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me” (Mt 25,40).
Gli Amici “crocifissi”, che partecipano in modo particolare alla Passione di Gesù, per sentirsi inseriti attivamente nel movimento, hanno come impegno quello di essere i “cooperatori“ degli Amici attivi, con la preghiera e l’offerta di se stessi (Statuto n. 36).
Un membro effettivo, dopo circa due anni di formazione, può fare domanda di emettere la Promessa di Amore in modo solenne, come Consacrazione a Gesù Crocifisso. La Consacrazione è fatta nelle mani dell’assistente spirituale, con la consegna del Crocifisso e del Segno passionista, generalmente durante la santa Messa. (Statuto N. 7).
Le prime consacrazioni degli Amici furono fatte nel 1997, dopo una lunga preparazione. Attualmente circa 400 Amici hanno già fatto la consacrazione perpetua.

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6. Formazione

La formazione degli Amici è curata dagli assistenti spirituali e dai responsabili laici mediante i due incontri mensili di Fraternità, giornate di ritiro mensile, liberi incontri di preghiera nelle case, esercizi spirituali annuali presso il Centro di Spiritualità di S. Gabriele dell’Addolorata (Te), aperti a tutti, corsi particolari di formazione a vari livelli.
Ogni anno, il Consiglio Nazionale studia e approva un programma annuale di formazione.
Gli argomenti svolti negli ultimi 4 anni (2004-2007) sono stati:
Ripartire da Cristo, 1° Conoscere Gesù – 2° Amare Gesù – 3° Seguire Gesù – 4° Testimoniare Gesù. Per gli anni 2008-2010 è stato scelto di approfondire la “Liturgia e i Sacramenti”, seguendo il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Il collegamento, la formazione e 1′informazione di tutti gli iscritti vengono effettuati dalla rivista bimestrale “Amici di Gesù Crocifisso”, che viene spedita a tutti gli iscritti, effettivi, aggregati e ausiliari.
Un percorso particolare di formazione effettuano gli appartenenti al Gruppo delle famiglie per le loro esigenze specifiche. Si riuniscono a Civitanova Marche, ma gli appartenenti vengono anche da altri paesi. Oltre agli incontri della Fraternità di appartenenza, ne hanno altri per condividere le loro problematiche, un’ora settimanale di adorazione, corso di esercizi spirituali organizzati per loro. L’organizzazione tiene conto anche della presenza dei figli.

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7. Organizzazione

Gli Amici sono raggruppati in gruppi maggiori, chiamati Fraternità e in gruppi minori, chiamati Gruppi di Preghiera.
A. Le Fraternità esistenti sono 16: 7 nelle Marche, 7 in Abruzzo, 1 in Umbria, 1 nel Lazio. Le Fraternità s’incontrano presso una parrocchia o una casa religiosa ordinariamente due volte al mese, per meditare la parola di Dio e pregare, approfondire la fede e condividere la spiritualità passionista. Le Fraternità sono animate da un assistente spirituale e da un coordinatore laico.
Il primo incontro è dedicato prevalentemente alla preghiera, per imparare a meditare la Parola di Dio, in particolare il Vangelo della Passione. Le Fraternità usano spesso per questo esercizio come testo base il libro di meditazione preparato dall’assistente nazionale: “VOI SIETE MIEI AMICI” (Ed. Ancila).

Il secondo incontro è dedicato prevalentemente ad approfondisce la fede, secondo il programma formativo annuale del movimento, tenendo conto delle indicazioni della CEI.
B. I Gruppi di preghiera, sono gruppi minori che si riuniscono presso una famiglia dove spesso c’è un malato, un disabile, un anziano, oppure presso una parrocchia. Il fine è quello di pregare e approfondire la fede e la spiritualità passionista. Hanno modalità e orari diversi, secondo le esigenze dei partecipanti. Sono animati da laici autorizzati. I Gruppi di preghiera autorizzati sono una trentina.
Gli organismi di servizio del movimento sono: il Consiglio Nazionale, il Consiglio Esecutivo, i Consigli di Fraternità e gli Animatori dei gruppi di preghiera. I membri di questi organismi sono laici; l’assistente religioso vi partecipa, secondo le norme dello Statuto.

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8. Inserimento nella Chiesa e impegno nell’apostolato.

Gli Amici, nella Promessa di amore, pregano Gesù Crocifisso: “Fa che io ti ami e ti faccia amare” e s’impegnano a far-lo conoscere e amare da tutti. I religiosi passionisti ne fanno un “voto”; i laici ne fanno una “promessa”.
Gli Amici vivono in pieno la vita della propria parrocchia e fanno parte dei vari organismi parrocchiali e delle consulte diocesane dei laici, in particolare nelle diocesi di Fermo e Macerata.
Gli Amici s’impegnano nell’assistenza a malati ed anziani, come volontari nelle Caritas parrocchiali, nei consultori cattolici e nella pastorale dei fidanzati, come catechisti, lettori e cantori, ministri straordinari dell’Eucaristia, animatori di centri d’ascolto, nel servizio di due diaconi permanenti, nella diocesi di Fermo e in quella di Sulmona.
Collaborano con i Passionisti nelle missioni al popolo e in altre attività apostoliche.
Pregano per le vocazioni a livello personale e comunitario, indirizzando verso i seminari diocesani e verso il carisma passionista eventuali germi di vocazione.
Una particolare forma di apostolato è la Peregrinatio Crucis che da alcuni anni si effettua in tutte le zone dove vi sono delle Fraternità degli Amici, nel periodo quaresimale e tempo pasquale. Il giorno della Commemorazione Solenne della Passione, celebrata dai Passionisti il venerdì prima delle Ceneri, durante una solenne celebrazione eucaristica, vengono benedetti i crocifissi che effettueranno la peregrinatio. Da alcuni anni la solenne concelebrazione si svolge presso la parrocchia di S. Gabriele dell’Addolorata a Civitanova Marche. Nell’anno 2008 sono stati presentanti e benedetti circa 50 crocifissi provenienti dalle province di Macerata, Ascoli Piceno, Teramo. I crocifissi vengono portati presso le famiglie che li richiedono e presso le quali si riuniscono parenti, vicini e amici per pregare e meditare le stazioni della Via Passionis o della Via Crucis con il metodo della Lectio Divina. Alcune parrocchie hanno fatto propria la Peregrinatio Crucis, come impegno parrocchiale, per animare i fedeli a vivere bene la Quaresima e la preparazione alla Pasqua.

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9. Condizioni per appartenere al movimento

Possono far parte degli Amici di Gesù Crocifisso tutti coloro che accettano la spiritualità passionista: giovani ed anziani, sani e malati. Il cammino è rivolto soprattutto ai laici, ma ne possono far parte anche sacerdoti e consacrati. Si può richiedere lo statuto del Movimento e la pagellina per 1′iscrizione alla direzione del Movimento o a qualsiasi iscritto della propria zona.
Non vi sono quote associative. Per le spese di stampa e organizzazione ogni aderente collabora con offerte libere.

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10. PROMESSA DI AMORE

Gesù, Amore mio crocifisso, abisso di carità e di misericordia, ti lodo e ti ringrazio per 1′amore eterno con cui mi hai amato. O Gesù, voglio amare te solo e donare a Te tutto 1′amore del mio cuore.
Ti rinnovo la mia promessa di amore per le mani di Maria a ogni battito del mio cuore.
Fa’ che io ti ami e ti faccia amare. Fa’ che la mia vita sia un continuo atto di amore. Fammi vivere e fammi morire ripetendo atti di amore. Fa’ che io ti metta sempre al primo posto e trovi solo in te la vera pace. Insegnami ad amare tutti, specialmente i “crocifissi” (e……), solo in te, con te, per te. Mi dono totalmente a te e mi abbandono fra le tue braccia: fa’ di me quello che vuoi. Gesù mio crocifisso, ti amo; abbi pietà di me peccatore.
Maria, madre mia dolcissima, con la tua materna intercessione, aiutami ad essere sempre fedele a questa mia promessa di amore e fammi morire di amore tra le tue braccia materne. Amen.

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II – LA VOCAZIONE LAICALE PASSIONISTA

Tutti siamo chiamati alla santità in forza del battesimo, ma le strade per arrivarvi possono essere tante, purché basate sul Vangelo e approvate dalla Chiesa: sono i carismi dei vari istituti, movimenti, forme di vita cristiana. Queste strade sono chiamate “carismi”, perché sono un dono dello Spirito Santo alla sua Chiesa.
Il Signore ha chiamato noi, religiosi e laici, a seguire il carisma passionista, ispirato da Dio a san Paolo della Croce.
Ecco una breve schede biografia di san Paolo della Croce:
  • 03 gennaio 1694 Nasce a Ovada (AL).
  • 1720 visione dell’abito e del segno Passionista.
  • 22 novembre 1720 veste l’abito nero della Passione ad Alessandria.
  • 23 novembre 1720 / 1  gennaio 1721 ritiro di 40 giorni a Castellazzo (AL)
  • 1720 dicembre  scrive la Regola dei Passionisti.
  • 1721 ottobre voto della Passione: amare e fare amare Gesù Crocifisso.
  • 1721-1727 tentativi e peregrinazioni in varie parti d’Italia per fondare il nuovo istituto.
  • 07 giugno 1727 ordinato sacerdote da Benedetto XIII.
  • 1728 eremo di S. Antonio sul Monte Argentario.
  • 14 settembre 1737 primo Convento sul Monte Argentario.
  • 1744-1775 fondazione di altri 11 “ritiri”.
  • 23 novembre 1769 Clemente XIV approva solennemente la Congregazione
  • 3 maggio 1771 fondazione delle Suore Passioniste
  • 18 ottobre 1775 muore a Roma.
  • 26 giugno 1869 proclamato Santo da Pio IX

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1. Spiritualità Passionista: Spiritualità dell’amore

All’origine della spiritualità passionista c’è la scoperta di un amore straordinario. Per questo il segno distintivo del passionista è un cuore, sormontato da una croce, nel quale sono incisi il nome di Gesù e il ricordo della sua passione: un cuore appassionato che proclama al mondo che “la passione di Gesù è la più grande e stupenda manifestazione dell’amore di Dio”.
La via per fare di Cristo il cuore del mondo è la contemplazione assidua del Crocifisso. Alla sua scuola si impara ad essere apostoli e a proclamare lo stupore per la dignità dell’uomo, proprio perché redento a caro prezzo con la morte in Croce del Figlio di Dio.
La spiritualità passionista nasce dal cuore innamorato di san Paolo della Croce. Essa è una attuazione concreta della inesauribile spiritualità della passione di Gesù Cristo ed è una proposta di vita cristiana impegnativa e valida per tutti.
Il merito maggiore di san Paolo della Croce sta nell’avere additato nel mistero della croce la via maestra della santità. Molti santi hanno amato e fatto amare il Crocifisso, ma nessuno prima del nostro santo aveva sottolineato tanto come il cammino di santità implica la conformazione al Crocifisso. Leggendo le sue lettere ai laici scopriamo che il nucleo originale del suo pensiero è la Croce. Bisogna partire sempre da questo punto centrale per comprendere gli altri aspetti della spiritualità passionista. Questo ci aiuta a capire perché essa è stata definita la “spiritualità del cuore”, cioè la spiritualità dell’amore. Ai piedi del Crocifisso non si può imparare che l’amore. Per questo Paolo parla spesso di “Amore doloroso e di dolore amoroso”. La croce deve diventare un atto di amore e quando si ama, tutto è più facile e più leggero.
Paolo della Croce propone a tutti i laici il cammino verso la santità cristiana. Ogni volta che si imbatteva in una persona disponibile e generosa, si faceva premura di indicarle il cammino verso uno sviluppo pieno della fede e dei doni di grazia ricevuti. Questo era il cammino di santità che Paolo promuoveva, non soltanto per il bene dei singoli, ma per l’utilità della Chiesa stessa. Per lui, infatti, la santità, la vita interiore non sono appannaggio dei religiosi e delle suore. La santità, la vita mistica rappresentano per lui l’evoluzione normale della fede per tutti. Egli non riconosce certi condizionamenti di fronte ai quali molti rinunciano all’ideale della santità, ad esempio l’idea che lo stato matrimoniale, gli obblighi della vita familiare o i molteplici impegni di lavoro non permettano ai fedeli laici un cammino verso la santità.
Dalle “Lettere ai laici” di san Paolo della Croce noi possiamo capire anche come sia stato possibile far maturare il carisma della passione in persone di ogni strato sociale, giovani e anziani, sposati e non sposati, nobili e popolani. Tutto nasce dalla contemplazione assidua e amorosa del Crocifisso, che porta poi ad avvicinarsi ai fratelli “crocifissi”.

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2. Linee caratteristiche della vocazione passionista.

San Paolo della Croce, illuminato dallo Spirito Santo, intuì che l’origine di ogni male nel mondo era la dimenticanza dell’Amore infinito manifestato da Dio con la morte in Croce del suo Figlio per la salvezza degli uomini.
Illuminato da Dio e dalla sua esperienza personale, il Fondatore propose, come mezzi fondamentali di santità, una fede profonda, l’accettazione piena della volontà di Dio, come sorgente della pace del cuore e impegno per essere promotori di pace con gli altri, la continua presenza di Dio per “vivere nel Seno del Padre”, coltivando in particolare lo spirito di orazione che duri “24 ore al giorno”; un grande impegno per la “memoria passionis”, con la meditazione giornaliera della passione di Gesù e con uno stile di vita penitenziale. La santità segreta della Croce è la chiave per una lettura cristiana della vita quotidiana, che porta all’accettazione amorosa delle prove che il Signore permette.
La spiritualità passionista è una spiritualità pasquale: morire con Cristo, per risorgere con Lui. Si passa per la “Morte mistica”, per arrivare alla “Divina rinascita”.
Allora anche la croce diventa un atto di amore e quando si ama, tutto è più facile e più leggero.
La santità si può sintetizzare in due lettere: La N e la T. , Il Tutto, che è Dio e il Nulla, che siamo noi. Il Nulla si tuffa e si perde nel Tutto.
Dal mare di amore del Padre sgorga il mare di dolore di Gesù, dal mare della Divina Carità, sgorga il mare della Passione di Gesù.
Sulla base di questa scelta fondamentale di Dio, Paolo costruisce la sua pedagogia, con la quale indirizza i laici a una vita equilibrata e fruttuosa, che richiede equilibrio interiore, moderazione, discernimento. Niente scrupoli né timori. La vita matrimoniale non è impedimento, ma via alla santità laicale: vivere con amore e fedeltà i doveri del proprio stato.
Lo stuolo di laici che Paolo della Croce e i primi Passionisti dirigono nella vita formano con i religiosi una vera grande famiglia, una famiglia allargata, nella quale ci si aiuta vicendevolmente.

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3. Il cammino degli Amici di Gesù Crocifisso

Il messaggio di san Paolo della Croce è stato raccolto da una grande schiera di religiosi, suore e laici, che, attirati e guidati dalla Sapienza della Croce, hanno portato tanti frutti di santità.
Per vivere la spiritualità passionista e giungere alla santità bisogna mettersi alla scuola del Crocifisso.
L’obbiettivo primario è quello di fare una forte esperienza d’amore di Gesù Cristo, poi IN LUI, CON LUI, PER LUI, dedicarsi pienamente all’amore del prossimo, specialmente dei “crocifissi” e al servizio della Chiesa.
Fare parte degli Amici di Gesù Crocifisso non è un aggiungere una pia pratica a tante altre: è una scelta di vita basata sull’amore, significa cercare e vivere una profonda intimità di amore con Gesù Crocifisso:
1. Pensare come Gesù: fare nostri i sentimenti, i valori e gli insegnamenti di Gesù e non quelli del mondo.
2. Amare come Cristo: con il suo cuore, per fare della vita una continua offerta di amore.
3. Volere come Cristo: fare della volontà del Padre il proprio cibo.
4. Vivere come Cristo: vedere la propria croce come una partecipazione alla croce di Cristo.
5. Vivere con Cristo: vivere una comunione profonda con Cristo, che dall’alto della Croce ci attira a sé.
6. Vivere per Cristo: il vero Amico è pronto a fare e dare tutto per Lui che ha dato tutto per noi.

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III – LA CONSACRAZIONE A GESU’ CROCIFISSO

1. La consacrazione battesimale.

Dal 1997, ogni anno, dopo una adeguata preparazione, diversi Amici di Gesù Crocifisso fanno la Consacrazione Solenne a Gesù Crocifisso, secondo lo Statuto del movimento. È importante comprenderne il vero significato, per non banalizzare questa grazia.
Ogni vera consacrazione ha il suo fondamento nella consacrazione battesimale; come cristiani, siamo tutti dei consacrati. Non siamo noi che ci consacriamo, è Dio che ci “consacra”, ci rende “sacri”, cioè “santi” e ci comunica la sua natura, la sua vita e il suo amore. Noi siamo chiamati a offrirci a Lui per essere santificati da Lui. Egli ci ha scelti, ci ha riservati per sé, ci ha fatti suoi figli, ci ha destinati ad avere un rapporto d’amore con Lui, ad essere il suo popolo, cioè ad essere santi, per partecipare alla sua santità e alla sua gloria.
Solo comprendendo la consacrazione battesimale potremo capire il significato della consacrazione laicale passionista, perché ogni consacrazione cristiana si basa sulla consacrazione battesimale: senza di essa non è possibile nessuna consacrazione.
Uno dei misteri che, nei primi tempi della Chiesa, veniva spiegato ai neofiti era quello dell’unzione con il sacro crisma, che veniva fatta nel battesimo e nella cresima, conferiti contemporaneamente. In una catechesi di S. Cirillo di Gerusalemme viene detto: “Battezzati in Cristo e rivestiti di Cristo, avete assunto una natura simile a quella del Figlio di Dio. Divenuti partecipi di Cristo, non a torto siete chiamati “cristi”, cioè “consacrati”, perciò di voi Dio ha detto: “Non toccate i miei consacrati” (Sal 105, 15). Siete diventati consacrati quando avete ricevuto il segno dello Spirito Santo”.
Tutto questo è avvenuto per ogni cristiano nel giorno del Battesimo.

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2. La consacrazione laicale passionista

La consacrazione è l’atto per cui una cosa, una persona, un intero popolo, sono “scelti”, “separati” da tutto il resto e “riservati” al servizio di Dio, entrando in un rapporto particolare con Lui e diventando in qualche modo “sacri”, perché da quel momento appartengono a Dio e sono riservati a Lui.
Tutti i battezzati sono consacrati, cioè dichiarati e resi santi per amare e servire Dio, ognuno secondo la sua vocazione, la sua strada.
L’invito a mettere Dio al primo posto e a vivere radicalmente il Vangelo non è rivolto solo ai religiosi, ma a tutti i cristiani, che sono chiamati a vivere lo spirito dei voti religiosi, secondo il proprio stato. Da questa esigenza sono nati i Terzi Ordini, le Associazioni, i Movimenti laicali, che si ispirano al carisma dei fondatori dei vari istituti religiosi, maschili e femminili.
San Paolo della Croce non fu solo il fondatore dei Passionisti e delle Passioniste, egli guidò alla santità uno stuolo innumerevole di laici, uomini e donne, sposati e non sposati, giovani e anziani: essi erano come un “ramo” di fatto della Famiglia Passionista, con al centro il messaggio della passione di Gesù, da cui attingevano luce e forza per il cammino di santità.
Oggi questa Famiglia Passionista è cresciuta grandemente; sono spuntati nuovi rami dall’albero rigoglioso piantato da san Paolo della Croce. Uno di questi rami è appunto il Movimento Laicale Passionista “Amici di Gesù Crocifisso”.
Lo Statuto degli Amici di Gesù Crocifisso prevede una “Consacrazione Solenne”, come tappa fondamentale del cammino degli aderenti, come lo è per i religiosi il giorno della professione dei voti.

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3. In che cosa consiste la Consacrazione Solenne?

Consacrarsi a Gesù Crocifisso da laico vuol dire tendere seriamente alla santità, secondo la propria vocazione: chi è sposato, da sposato; chi non è sposato nel suo stato di celibe e nubile. La consacrazione non cambia la vocazione personale di ciascuno, ma la rende “sacra”: il matrimonio con i suoi diritti e doveri, come pure la vita religiosa, la vita sacerdotale, o qualsiasi altro stato scelto alla luce di Dio.
Fare la Consacrazione Solenne a Gesù Crocifisso è prendere coscienza della consacrazione battesimale, accettarla e rinnovarla coscientemente, impegnarsi a viverla pienamente nel proprio stato, come cammino di santità, separazione dal mondo e dai suoi valori e donazione piena a Dio, secondo la spiritualità dell’amore, appreso da Gesù Crocifisso, seguendo il carisma e l’insegnamento di san Paolo della Croce.
È indispensabile capire che gli aderenti alla “Famiglia Passionista” non fanno parte di un semplice “gruppo di preghiera”, ma di un gruppo di consacrati e “votati” all’amore di Cristo Crocifisso e del prossimo..

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4. Chi può fare la Consacrazione Solenne?

Chi è iscritto da almeno due anni agli Amici di Gesù Crocifisso, ha frequentato regolarmente una Fraternità, o almeno un Gruppo Famiglia ed è deciso a vivere da laico la spiritualità passionista.
La Consacrazione viene fatta per un anno e viene rinnovata per almeno due volte. Dopo tre anni, chi lo desidera ed è convinto della scelta che sta per fare, può chiedere di fare la Consacrazione Perpetua.
Chiunque aderisce agli Amici di Gesù Crocifisso si consacra e si offre ogni giorno a Gesù Crocifisso, ripetendo la Promessa di Amore, impegnandosi ad amare e fare amare Gesù Crocifisso, a fare della propria vita una continua offerta di amore, con una consacrazione strettamente privata.
Con la Consacrazione Solenne un Amico conferma pubblicamente la propria adesione a Gesù Crocifisso e si impegna davanti ai fratelli a vivere pienamente la spiritualità passionista, secondo il cammino degli Amici di Gesù Crocifisso. Generalmente viene fatta durante la celebrazione della Messa.
La consegna del “Crocifisso”, del “Segno Passionista” e dello “Statuto” ricorda al nuovo fratello o sorella che da quel momento fa parte a pieno titolo della Famiglia Passionista, partecipa della sua spiritualità e ne gode di tutti i benefici spirituali. È a pieno titolo “Passionista”. Gli impegni presi con il Signore nel fare la Consacrazione Solenne sono “pesi leggeri”, come dice Gesù e alla portata di tutti. In fondo sono gli impegni di ogni cristiano in forza del Battesimo.
Ricordo poi che non possiamo accostarci a Gesù Crocifisso senza incontrare Maria ai piedi della Croce, senza ascoltare Gesù che ci dice: “Ecco tua madre”. Perciò un Amico di Gesù Crocifisso si consacra a Gesù Crocifisso per le mani di Maria. Questo deve infondere coraggio e deve aiutare a superare ogni paura: consacrandosi a Gesù Crocifisso, l’Amico si affida a Maria e si consacra anche a lei, che diventa modello, sostegno e garante della consacrazione.

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5. Il cammino della consacrazione

Il consacrato deve sentire il bisogno di fare della giornata una continua offerta di amore a Dio, in unione con le migliaia di sacrifici che in ogni istante del giorno e della notte Gesù offre al Padre sugli altari del mondo. E’ questo anche il modo migliore e più efficace per vivere e rinnovare continuamente la consacrazione battesimale e passionista.
La consacrazione laicale passionista è un’offerta d’amore a Gesù Crocifisso, come un’offerta gradita al Padre, per la santificazione personale e per la salvezza dei fratelli.
Tutto deve diventare sacrificio d’amore: la vita quotidiana, gioie e dolori, la vita nascosta di una mamma spesa in mille piccole cose per la famiglia, il lavoro quotidiano del lavoratore, l’impegno dello studente, la lotta continua di tutti per resistere alle seduzioni del mondo, i giorni solitari dell’anziano, la vita e la sofferenza di un malato.

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6. Consacrati: separati dalla mentalità del mondo

Quali sono le conseguenze di questa consacrazione e offerta a Dio? Non c’è offerta e sacrificio senza una qualche morte. Non ci si può illudere di offrire il mondo intero in sacrificio, se non si muore al mondo e alla sua mentalità. Il consacrato deve sentirsi “separato dal mondo e “riservato a Dio. Non si può separare fisicamente dal mondo, ma deve separarsi dalla sua mentalità, dai suoi valori.
I1 mondo è diventato talmente invadente che ci insegue anche in casa; ci assedia con i suoi messaggi diametralmente opposti a quelli di Cristo. Da questa mentalità, che portiamo anche dentro di noi, dobbiamo uscire, non dal consorzio umano e dalla solidarietà con i fratelli. Anzi, poiché il principio del mondo è l’egoismo, non conformarsi a questo mondo, significa non essere egoisti, ma amare ed essere vicini a tutti gli uomini, essere buon samaritano per tutti, specialmente per quelli che soffrono maggiormente.
Ogni Amico consacrato deve ricordare sempre la sua consacrazione, con la quale ha dato tutto a Dio; non può riprendersi quello che ha donato.

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Conclusione

La spiritualità passionista, che si ispira all’amore per Gesù Crocifisso, non è una spiritualità triste, non è la spiritualità del dolore, ma della gioia, perché è la spiritualità dell’amore. É certamente una spiritualità “forte”, perché “forte come la morte è l’amore” (Ct 8,6). Sa trasformare in gioia anche il dolore, perché lo trasforma in un atto di amore.
Concludo con la testimonianza di una ragazza, ora insegnante e felice mamma di due figli, scritta alcuni anni fa, che aiuta a capire quale trasformazione può portare la spiritualità passionista quando è accolta e vissuta pienamente.

“Due anni fa venivo accolta nella Fraternità degli Amici di Gesù Crocifisso. Ti ricordi che pulcino impaurito che ero? Impaurito dalla vita e da quella stessa croce, che tu mi invitavi a contemplare ed amare. Le mie difficoltà erano enormi: vivevo nell’angoscia, i miei studi universitari bloccati, il rapporto con il mio ragazzo non chiaro, la vita di famiglia difficile.
Riconosco che, ancor prima di conoscere gli “Amici”, la Grazia mi ha sostenuto e aiutato, infondendomi un profondo desiderio di pregare, che realizzavo soprattutto con la lettura della Bibbia. Percorrevo così le tappe della storia della salvezza, ma ogni volta che giungevo alla croce, presa dall’angoscia, non riuscivo a soffermarmi su di essa, preferendo passare all’immagine più rassicurante della risurrezione.
In questi due anni mi hai incoraggiata a pormi ai piedi della croce di Cristo, per lasciarmi semplicemente assorbire dal suo amore; così, piano piano, ho scoperto accanto allo scandalo della croce, la sua bellezza e il suo significato.
Ho visto nella croce di Gesù l’amore dell’Uomo Dio, che ha scelto di “domiciliarsi” là dove l’uomo di ogni tempo avrebbe potuto trovarlo: inchiodato a un pezzo di legno. Trovare Dio sulla croce incoraggia l’uomo a non fuggirla, ma a salirvi sopra, per scoprire una nuova prospettiva dalla quale guardare all’esistenza.
Secondo questa nuova ottica ogni sofferenza può essere considerata come una duplice grazia: primo perché nella mondanità illusoria e menzognera in cui siamo immersi, la croce rappresenta la più grande possibilità che l’uomo ha di incontrare, riconoscere e amare la verità; secondo perché considerata la tendenza egoistica ad affermare noi stessi sugli altri, la croce diventa “l’elettroshock” che ci riporta all’unica dimensione che ci può rendere felici: quella dell’amore fraterno.
Ecco perché oggi sono felice di consacrarmi a Gesù Crocifisso, perché so che è Lui la “pietra filosofale”, che trasforma ogni dolore in prova o pegno di amore. Dal Crocifisso conto di ricevere la forza per realizzare ogni giorno il dolce imperativo “AMA!”, che anche tu tante volte hai la pazienza di ripetermi. Gesù, confido nel tuo amore. Grazie, per il dono che mi fai” (R. B.).

Amici di Gesù Crocifisso:

Assistente spirit. Nazionale
P. Alberto Pierangioli: P. S. Gabriele 2 –    62010 Morrovalle MC
Cel. 349.805.7073 – T. 0733.221273
E-mail: albertopier@tiscali.itwww.amicidigesucrocifisso.org

Presidente:

Piera Iucci: P. d. Vittoria 18 – 62012 Civitanova A. Mc

Tel. 0733.890553- Cel. 339.1626796. E-mail: pieraiucci@gmail.com

07/01/2010 | Categoria: News |

3 commenti »

  1. Ho letto con interesse quanto è scritto nella presentazione di questa lodevole iniziativa passionista. Magari fossi stato più giovane! Credo che alla mia età sia piuttosto difficile affrontare questo percorso anche se l’amore per Gesù Crocifisso è veramente grande. Forse sarebbe il caso di alimentare maggiormente l’amore per Gesù Crocifisso, specialmente tra i giovani. Quei gioovani che non conoscono fino in fondo la bontà del Signore. Nella mia vita è rimasta impressa e indelebile una Missione Passionista che ho avuto modo di vivere con mia madre circa sessanta anni fa.Vi sembrerà strano ma la ricordo come se fosse ieri. Aiutate i giovani a vivere la spiritualità consacrata a Gesù Crocifisso.L’amore verso il Crocifisso si può esercitare in diverse maniere. Per tutti dovrebbe rappresentare il fulcro della nostra vita quotidiana. Grazie e che Dio vi benedica. Un semplice laico: Stefano. 04 luglio 2010.

    Commento di Stefano Gallo — 4 luglio 2010 @ 18:40

  2. desidero sapere di piu su gli amici di gesu

    Commento di lena — 2 aprile 2012 @ 20:03

  3. carissima, se hai letto quanto è sopra il tuo commento sei già a buon punto nella nostra conoscenza.
    puoi seguirci sul sito e anche su goolge+, se vuoi,interagire con noi.
    se poi vivi vicino ad una Fraternità degli Amici fatti viva.
    http://www.amicidigesucrocifisso.org/meditazioni-mensili/

    Commento di admin — 2 aprile 2012 @ 22:09

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