Ai dilettissimi nostri figli e Fratelli in Gesù Cristo, Sacerdoti, Chierici e Laici che compongono la Religiosa Famiglia Passionista, salute, pace e benedizione del NSGC  Paolo della Croce Preposito e Servo.

Essendo imminente, carissimi figli e Fratelli in Gesù Cristo, la dolce e sopra giocondissima solennità dello Spirito Santo, alla quale ciascuno deve prepararsi per ricevere degnamente nella casa interiore dell’anima sua, un tanto sovrano ospite, anzi il suo Signore e Dio, non abbiamo voluto tralasciare di compire in qualche piccola parte a quest’obbligo di carità, visitandovi con questa nostra povera lettera, perché conosciate sempre più il vivo desiderio che la bontà del Signore ci ha impresso nel cuore, che siate tutti gran santi, così richiedendo la vocazione a cui la Misericordia di Dio vi ha chiamati.

Dunque, carissimi, per ben prepararvi a questa sacrosanta, divina solennità, ciascuno di voi esamini bene se stesso, per conoscere se viva in voi qualcosa che non sia puramente Dio; e questo lo conoscerete esaminandovi se in tutte le vostre azioni sia purissima la vostra intenzione e se procuriate ogni giorno più di rendere la vostra intenzione deiforme, cioè tutta divina, operando sempre in tutte le vostre azioni in Dio e per solo suo amore, unendo le vostre opere con quelle di Gesù Cristo Signor nostro, che è la nostra Via, Verità e Vita [Gv 14, 6].

Amatissimi figli! Mortui enim estis et vita vestra abscondita est cum Christo in Deo, “Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio”! [Col 3, 3]. Dunque come morti a tutto ciò che non è Dio, tenetevi in altissimo distacco da tutto il creato, in vera povertà e nudità di spirito, con alto distacco da ogni sensibile consolazione, in cui troppo si mischia la nostra guasta natura e diviene ladra dei doni di Dio, cosa al sommo pericolosa e dannosa. Impegnatevi a fare continua dimora dentro di voi stessi, in vera solitudine interiore, per divenire veri adoratori del Sommo Bene in spirito e verità [Gv 4, 23-24].

Tutto ciò vi riuscirà, se sempre più vi farete piccoli, perché Dio ama le anime bambine ed a queste Egli insegna quell’alta sapienza che ha nascosta ai sapienti e prudenti del mondo [cf Mt 11, 25]. Non v’allontanate mai dalle Piaghe SS. di Gesù Cristo, procurate che il vostro spirito sia tutto vestito e penetrato dalle Pene SS. del nostro Divin Salvatore, e siate sicuri che egli, che è il Divino Pastore, vi condurrà come sue care pecorelle al suo ovile [cf Gv 10, 11-14]. E qual’è l’ovile di questo dolce, sovrano Pastore? Sapete qual’è? E’ il seno del Divin Padre. E perché Gesù sta nel seno del Padre, Christus Iesus qui est in sinu Patris [cf Gv 1, 18], così in questo seno divino, egli conduce e fa riposare le sue care pecorelle. E tutto questo divino lavoro si fa nella casa interiore dell’anima vostra, in pura e nuda fede e santo amore, in vera astrazione da tutto il creato, povertà di spirito e perfetta solitudine interiore; ma questa grazia sì eccelsa si concede solamente a quelli che studiano di essere ogni giorno più umili, semplici e caritativi.

Carissimi figli, fate a gara a chi può essere più umile, più esatto e più osservante Aemulamini charismata meliora. “desiderate i carismi più grandi” [1 Cor 12, 31]. Studiate di essere semplici, umili come bambini, non perdete di vista l’orribile nulla che siete, il vostro niente avereniente sapereniente potere; scavate pure, che non troverete in voi altro di vostro che il puro orribile niente. Oh! quanto vi raccomando questa umiltà di cuore e semplicità fanciullesca, la quale vi farà essere rispettosi e caritatevoli con tutti, a tutti soggetti, come dice l’Apostolo S. Pietro: Estote subiecti omni creaturae propter Deum, “vivete sottomessi ad ogni umana autorità per amore del Signore” [1 Pt 2,13] e sopra tutto se avrete una somma riverenza al vostro Superiore che Dio vi ha dato per padre e guida dell’anima vostra, al quale ricorrete con semplicità e schiettezza da bambini per scoprirgli fedelmente il vostro interno e per obbedirlo senza la minima replica, come luogotenente di Gesù Cristo: che gran voli farete alla santa perfezione così facendo! Oh che pace proverete!

E questa pace, che è frutto dello Spirito Santo, vi farà crescere in carità gli uni con gli altri, essendo un sol cuore in Gesù Cristo (punto al sommo importante); ed a tale effetto nessuno mai giudicherà le azioni del suo Fratello, perché in quello rimirerà santità e solo in se stesso non vedrà che vizio e difetto; sempre però con pacifica sofferenza e speranza di guarirne. Credetemi che la peste delle Comunità è il giudicare le azioni degli altri, perdendo di vista le proprie. L’interpretare in male le azioni, il sussurrare insieme dei difetti altrui, il mormorare, il riportare ciò che si sente l’un l’altro: oh che peste! oh che rovina cagiona nelle povere Comunità!

La vera umiltà che scopre in noi sempre più il vizio, non dà spazio di rimirare le azioni altrui, ma fa essere solleciti di estirpare ogni cosa viziosa che dispiace agli occhi di Dio; ed inoltre, siccome la vera umiltà di cuore fa conoscere e credere che non vi sia persona al mondo peggiore di sé, come mai può dar luogo a giudicare gli altri, che tiene tutti migliori e santi?

Lasciamo la cura ai nostri Superiori di vigilare, ché Dio infonderà loro lume e grazia per rimediare ad ogni disordine, ed ubbidiamo quando ci comandano di dire il nostro sentimento o di avere qualche informazione per il buon governo della Comunità Religiosa o di qualcuno in particolare, che allora siamo sicurissimi di fare la volontà di Dio, e tutto ciò che fedelmente diciamo, ridonda in maggior gloria del Signore e nostro ed altrui vantaggio.

Ecco che in compendio vi abbiamo detto tutto ciò che la nostra poca capacità ci ha dettato per ben apparecchiarvi  a ricevere nella casa dell’anima vostra lo Spirito Santo con tutti gli altissimi suoi doni e grazie soprabbondantissime.

Resta solo, o carissimi, che vi preghiamo in ultimo a celebrare la santissima Novena tutti congregati in uno, cioè che vi uniate in spirito con tutti i vostri Fratelli, che sono negli altri Santi Ritiri; e quest’unione deve essere in vera fede, speranza e carità. I Santi Apostoli celebrarono la Novena congregati in unum[cf At 1, 12-14; 4, 32].

O cara Congregazione di carità, che stringi ed unisci i cuori in un sol cuore in Gesù Cristo! O dolce carità, ricca di obbedienza, di umiltà, di pazienza, di silenzio, di mansuetudine, di ogni bene! In questa unione di fede e di carità invochiamo, o carissimi, tutti insieme lo Spirito Paraclito, Spirito consolatore che venga a riempire tutta la casa interiore dell’anima nostra e tutta la nostra povera Congregazione.

Esclamiamo a questo Padre dei poveri, a questo Datore di grazie, a questo Lume dei cuori, che ci conceda il vero spirito del nostro Istituto, che è il vero spirito apostolico, ricco di tutte le virtù; preghiamolo che apra la vena delle acque vive delle sue grazie, perché tutti beviamo in abbondanza, affinché tutti arsi d’amore, infuocati di carità, accendiamo questo fuoco divino nei cuori dei nostri poveri prossimi, mediante la santa predicazione delle Pene SS.me del nostro Amore Crocifisso. Ah, carissimi! pregate, esclamate all’Altissimo che dilati la nostra povera Congregazione, che la provveda di uomini santi, affinché come trombe, animate dallo Spirito Santo, vadano predicando quanto ha fatto e patito Gesù per amore degli uomini, giacché la maggior parte ne vive del tutto dimentica, cosa degna di lacrime inconsolabili e cagione di tante iniquità che abbondano nel mondo.

In fine vi supplichiamo e vi scongiuriamo per le viscere della Misericordia di Dio [cf Lc 1, 78] a pregare Dio per questo vostro povero indegnissimo servo e padre, rimirandolo il più bisognoso di tutti per muovervi con maggior compassione a fare orazione per il medesimo con più fervore ed assicurandovi della nostra gratitudine in tutte le povere nostre orazioni e santi sacrifici, nei quali vi assicuriamo che continuamente facciamo memoria di tutti voi, perché Dio che coepit in vobis opus bonum, ipse perficiat, ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento” [Fil 1, 6], come speriamo; e inviandovi la nostra benedizione, vi preghiamo dal Signore ogni vero bene.

2 maggio 1750

Paolo della Croce, Preposito

19/05/2013 |
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