Ai dilettissimi nostri figli e Fratelli in Gesù Cristo, Sacerdoti, Chierici e Laici che compongono la Religiosa Famiglia Passionista, salute, pace e benedizione del NSGC  Paolo della Croce Preposito e Servo.

Essendo imminente, carissimi figli e Fratelli in Gesù Cristo, la dolce e sopra giocondissima solennità dello Spirito Santo, alla quale ciascuno deve prepararsi per ricevere degnamente nella casa interiore dell’anima sua, un tanto sovrano ospite, anzi il suo Signore e Dio, non abbiamo voluto tralasciare di compire in qualche piccola parte a quest’obbligo di carità, visitandovi con questa nostra povera lettera, perché conosciate sempre più il vivo desiderio che la bontà del Signore ci ha impresso nel cuore, che siate tutti gran santi, così richiedendo la vocazione a cui la Misericordia di Dio vi ha chiamati. (leggi di più…)

19/05/2013 |

RIAPERTE LE PORTE DEL CIELO

Parola di Dio

Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua Passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?”. Ma egli rispose: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”. Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1,3-11).

“ Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io” (Gv 14,2B-4).

Per la comprensione (leggi di più…)

11/05/2013 |

IL CUORE SQUARCIATO

Parola di Dio

“Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura (Es 12,46): Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora (Zac 12,10): Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Gv 19,31-37).

Per la comprensione- Quando si voleva affrettare la morte dei condannati, si ricorreva al colpo di lancia al cuore o al “crurifragio”, spezzando violentemente le gambe con spranghe di ferro. Era la “Parasceve”, cioè la preparazione della Pasqua: i Giudei ottennero da Pilato che i crocifissi fossero finiti e tolti di mezzo, per non turbare la gioia della grande festa. (leggi di più…)

13/06/2012 |

Le Piaghe Gloriose di Gesù Cristo

Parola di Dio

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore…. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». (Gv 20,19-29). (leggi di più…)

19/04/2012 |

http://www.divinamisericordia.it/spip.php?page=sommaire&lang=it

La Domenica della Divina Misericordia

12/04/2012 |

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10/02/2012 |

9 dicembre

Cesare Pietro Silvestrelli nasce in un bel palazzo gentilizio di Ro­ma, il 7 novembre 1831. Il padre Giantommaso è un no­bile e ricco di Tuscania; la madre, Teresa Gozzani, appar­tiene ai marchesi di S. Giorgio di Casale Monferrato (AL). I Silvestrelli avevano una cappella di famiglia e un precettore ecclesiastico per l’assistenza scolastica e la formazione cristiana dei figli. (leggi di più…)

08/12/2011 |

Un funaio mancato
18 novembre

Ferdinando, primogenito di cinque figli, nasce a Pontecorvo (Fr) il 4 maggio 1883, da Pietro Paolo e Cecilia Ruscio. Tra i passionisti prenderà il nome, un po’ strano per la verità, di Grimoaldo. Se non lo conoscessimo potremmo pensare ad una ricercatezza, ma è soltanto il nome del patrono di Pontecorvo. (leggi di più…)

18/11/2011 |

Un martire dei nostri giorni

13 novembre

Eugenio Bossilkov è un martire moderno. Di sicuro era uno di quella schiera che seguiva il Signore in bianche vesti come nel terzo segreto di Fatima. È vittima della persecuzione della chiesa bulgara sotto il regime comunista. Nell’immaginario di noi che abbiamo avuto la fortuna di essere annoverati nel blocco occidentale il comunismo è solo un sistema economico-politico che proclama la lotta di classe e si oppone al libero mercato. Il comunismo reale invece è stato ed è un feroce persecutore della Chiesa di Dio. Attualmente nell’Europa libera si limita a sostenere idee contrarie alla morale cristiana. (leggi di più…)

09/11/2011 |

La tessitrice di Piansano

1 maggio

Lucia Burlini impersonifica l’ideale della santità da laici e più precisamente da laici passionisti. È un esempio straordinario che però non deve scoraggiarci ma stimolarci ad imitarlo per quello che possiamo, con umiltà. E una laica che ha scelto lo stato di nubile per consacrarsi al Signore. Ma potremmo anche immaginarcela come madre di famiglia. Non cambierebbe nulla. In concreto la santità consiste nell’imitare Cristo Gesù, nell’avere gli stessi modi di sentire e di agi­re. I sacerdoti fanno questo occupandosi delle cose del Padre, i fedeli laici lo fanno occupandosi anche delle cose del mondo. In pratica il laico deve affermare il primato di Dio, non tralasciando i doveri del proprio stato, anzi armo­nizzandoli con i valori spiri­tuali dell’esistenza. (leggi di più…)

03/10/2011 |
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