- Selva di crocifissi per la peregrinatio crucis
- 25 febbraio ore 9.30 – Convocato il Consiglio Esecutivo a Morrovalle
- Festa della Passione a Giulianova
- «Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb10,24)
- Ventennale del Movimento Laicale Passionista
Interventi
P. Alberto Pierangioli
Carissimi, pensavo di mandarvi una riflessione per la Quaresima. Dopo... [vai alla discussione]
Padre Alberto
Vi ricordo il grande avvenimento che deve coinvolgerci tutti: il... [vai alla discussione]
Padre Alberto
Carissimi Amici/e, prima di tutto ricordo a tutti che il 17... [vai alla discussione]
FORMAZIONE 2011
- CALENDARIO AMICI DI GESU’ CROCIFISSO 2012
- CALENDARIO CONSACRAZIONI SOLENNI 2012
- FESTE PASSIONISTE
- FORMAZIONE 2012: ” La spiritualità passionista “
- INCONTRI DI FRATERNITA’
- MEDITAZIONI MENSILI
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Radicati e fondati in Cristo,
saldi nella fede.
San Paolo

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É difficile compendiare in una pagina la caratteristica della santità di un colosso, come san Paolo della Croce. che ha fatto della “passione di Gesù” il centro della sua spiritualità, del suo apostolato, della sua vita. La sua immagine più significativa lo mostra in estasi, abbracciato al Crocifisso, che con un braccio staccato dalla croce, lo stringe al petto. Non è una immaginazione del pittore, ma un fatto della sua vita.
San Paolo della Croce non è stato solo un grande devoto della passione di Gesù, ma un vero mistico della passione, un santo che ha rivissuto nella mente, nel cuore e nel corpo tutto il mistero della passione del Signore. Passava ore ed ore nel contemplare l’Amore Crocifisso, che gli impresse nel cuore tutti gli strumenti della Passione e trasformò il suo cuore in una fornace di amore, tanto da bruciare gli indumenti intimi sulla parte del cuore. Dopo la sua more si notò che le costole sopra il cuore erano inarcate.
Paolo fonda la Famiglia Passionista perché i suoi membri fossero memoria vivente dell’amore di Dio manifestato nella passione di Gesù. Fu profondamente scosso dal costatare che gli uomini vivono dimentichi di quanto Dio ha fatto per loro e per questo cadono nel peccato e rompono la comunione con Dio e tra loro. Egli vuole scuotere il torpore dei cristiani, svegliarli dal sonno di morte, ricordando a tutti la passione di Gesù, la più grande e stupenda opera del divino amore.
Nel ritiro dei 40 giorni a Castellazzo riceve l’intelligenza infusa della passione di Gesù: l’amore infinito di Dio che tanto ha amato l’uomo, da donare il suo Figlio, che accetta di “donarsi”ai peccatori. Da questa esperienza Paolo sente Gesù come mistico “sposo” che gli dona la conoscenza e l’esperienza delle sue pene, e gliele imprime nel cuore, per cui Gesù diventa “l’Amore Crocifisso”. Nell’ultimo giorno del ritiro riceve il dono di una unione mistica con Gesù tanto profonda da sentire in sé tutti i dolori e l’amore di Gesù.
Il principe dei desolati
Dopo alcuni anni vissuti da lui in questa grande intimità con Gesù, Dio lo avvia a un cammino di quasi 40 anni di desolazione tanto profonda che uno studioso di mistica lo ha definito “il principe dei grandi desolati”. Gli studiosi di mistica vedono in questa desolazione una partecipazione profonda alla vita e passione di Gesù per la salvezza delle anime. É una sofferenza salvifica, unita alla passione di Gesù. Un grande studioso, Garrigou-Lagrange, ha visto in questa sofferenza di Paolo una sofferenza riparatrice, l’apostolato della sofferenza spirituale in un grado eccezionale.
Il “carismatico della Croce” approfittava di ogni occasione per incoraggiare gli uomini alla meditazione della passione di Gesù. Egli vede in essa la via più eccellente per giungere alla santità. Cosi scrive a un discepolo: “Sopra tutto prego il dolce Gesù che imprima nel suo cuore la continua, tenera e devota memoria della sua Passione, che è il mezzo più efficace per essere santo nel suo stato. Supplico il Signore che le conceda la grazia di non lasciar passare giorno senza meditare qualche mistero della passione per mezz’ora o almeno un quarto, poiché l’assicuro che così conserverà l’anima sua monda da ogni peccato e ricca di virtù, tanto più se accompagnerà la meditazione con la frequenza dei Sacramenti” (L. IV, 140).
Una caratteristica della meditazione della passione di Gesù in san Paolo della Croce, sono i “colloqui” con il Signore sofferente. Già nel “Diario” di Castellazzo, il santo parla spesso del colloquio intimo con il Crocifisso. Egli confessa che si sente internamente spinto a “fare a Gesù il racconto doloroso ed amoroso dei suoi tormenti”. É una profonda comprensione della passione di Gesù, data da Dio al Fondatore dei Passionisti. L’8 dicembre 1720 scrive: “Questa grazia che il mio caro Dio mi fa in questo tempo, non la so spiegare;nel raccontare le pene al mio Gesù, alle volte come ne ho raccontata una o due, bisogna che mi fermi, perché l’anima non può più parlare e sente liquefarsi: sta così languendo con altissima soavità mista con lacrime, con la pena del suo Sposo infusa in sé, immersa nel cuore e dolore del suo Sposo dolcissimo Gesù”. I “colloqui” con il Crocifisso erano una forma di preghiera che il santo praticò per tutta la vita; erano il pezzo forte nelle prediche sulla passione nelle missioni, per convertire i peccatori, muoverli al pianto e al pentimento: piangeva e faceva piangere.
Ricordo infine che per Paolo la passione di Gesù era un mare immenso dove bisognava andare ogni giorno a “pescare le perle preziose”, che sono le virtù praticate da Gesù Crocifisso nella sua passione e così diventare in modo pieno una copia vivente dell’Amore Crocifisso. Già all’inizio del suo diario aveva scritto: «Desidero solo d’esser crocifisso con Gesù». Questo è come la chiave ermeneutica per capire la vita e il pensiero del nostro Fondatore. Anch’egli può ripetere con l’apostolo Paolo: «Sono stato crocifisso con Cristo. Vivo, ma non io, vive invece Cristo in me» (Gal 2,19‑20).
Padre Alberto Pierangioli
150 ANNI DALLE APPARIZIONI DELLA MADONNA
L’arcidiocesi di Spoleto – Norcia e la Comunità dei Passionisti vogliono ricordare e celebrare il 150 dalle apparizioni della Madonna della Stella “Auxilium Cristianorum” al fanciullo righetto Cionchi e prendere questa “memoria” come occasione per un rinnovato impegno personale ed ecclesiale.
Erano anni straordinari e turbolenti quelli a metà del 1800. (leggi di più…)
P. Aurelio ha organizzato per il 3° anno il pellegrinaggio a piedi “Sulle orme di San Gabriele”. Al Santuario di Santa Maria a Mare di Giulianova, alle ore 20, sono arrivati 22 giovani pellegrini e postulanti Passionisti. Dopo l’accoglienza con un’ agape fraterna è seguita la veglia di preghiera con canti, salmi e riflessioni. (leggi di più…)
La Fraternità di Giulianova ha un’Amica aggregata di nome Tiziana.
Abita in campagna a Villa Brozzi (TE), un luogo di pace, circondata dall’amore dei suoi familiari, tra cui la sorella Sr. Pia Regina Passionista.
Da alcuni anni con P. Alberto andiamo a farle visita durante l’estate. Il papà ha costruito vicino alla casa una piccola chiesetta, con al centro un bellissimo Crocifisso e la statua della Vergine Maria.
Tiziana è una delle prime iscritte agli A.G.C. (leggi di più…)







