- Festa di Santa Gemma a Loreto
- 19 maggio Giulianova – INCONTRO del CONSIGLIO ESECUTIVO A.G.C. con i COORDINATORI, VICE COORDINATORI, SEGRETARI e ASSISTENTI SPIRITUALI
- 30 maggio Milano – Benedetto XVI incontra le famiglie
- Collage del Ventennale M.L.P.
- Giornata di Consacrazioni a Fossacesia
- Gli A.G.C. sul sito della Diocesi di Fermo
Interventi
Padre Alberto
Carissimi Amici Aggregati, vi avevo promesso una nuova organizzazione del... [vai alla discussione]
Padre Alberto
Carissimi, ricordo che mercoledì prossimo, 16 maggio, è la festa... [vai alla discussione]
Piera
Carissimi responsabili di fraternità, assistenti e responsabile naz. Amici aggregati, Avrete... [vai alla discussione]
FORMAZIONE 2011
- CALENDARIO AMICI DI GESU’ CROCIFISSO 2012
- CALENDARIO CONSACRAZIONI SOLENNI 2012
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- FORMAZIONE 2012: ” La spiritualità passionista “
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(CCC 1262 – 1274)
Una nuova creatura
Il Battesimo è la sorgente di tutti i doni di Dio, in particolare dei due doni principali: il perdono dei peccati e la nuova vita di figli di Dio. Per mezzo del Battesimo sono rimessi tutti i peccati: il peccato originale e, per gli adulti, i peccati personali e le pene del peccato. In coloro che sono stati rigenerati non rimane nulla che impedisca loro di entrare nel Regno di Dio, né il peccato di Adamo, né il peccato personale, né le conseguenze del peccato, di cui la più grave è la separazione da Dio.
Rimangono tuttavia nel battezzato alcune conseguenze temporali del peccato: la sofferenza, la malattia, la morte, l’inclinazione al peccato, che non nuoce a chi la combatte e la vince con l’aiuto della grazia, anzi riceve da Dio la corona della vittoria.
Il Battesimo, non soltanto purifica da tutti i peccati, ma fa del neofita una “nuova creatura” ( 2Cor 5,17), un figlio adottivo di Dio (Gal 4,5-7) divenuto partecipe della natura divina (2Pt 1,4), membro del corpo mistico di Cristo, che è la Chiesa (1Cor 6,15) e coerede con Cristo (Rm 8,17), tempio dello Spirito Santo (1Cor 6,19). Sono doni da vertigini! La figlia di Luigi XIV, “il Re Sole”, strapazzava la sua domestica, gridando: “Sono la figlia del re!”e l’umile serva rispondeva semplicemente: “e io sono la figlia di Dio”!
Questo cumulo di doni è racchiuso nella grazia santificante, che è la vita di Dio in noi e che rende il nuovo cristiano capace di credere in Dio, di sperare in lui e di amarlo per mezzo delle virtù teologali; gli dà la capacità di vivere e agire per mezzo dei doni dello Spirito Santo, gli permette di crescere nel bene per mezzo delle virtù morali, fino alle vette della santità.
Tutta la vita spirituale del cristiano ha la sua radice nel Battesimo. “Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”: queste parole significano che fra il battezzato e ciascuna delle Persone divine è stabilita per sempre una relazione profonda. Nel Battesimo tutta la Trinità agisce con potenza suscitando nel nuovo figlio di Dio la fede, la speranza e la carità, che sono le virtù basilari di tutta la vita cristiana, le lampade luminose che illuminano il cammino di santità. San Paolo della Croce a volte chiedeva all’improvviso a un religioso: “Sono accese le lampade?”. L’interpellato, pensando alla lampada che arde davanti al Santissimo Sacramento, rispondeva: “Sì, la lampada del Santissimo è accesa”. Il Santo: “Non mi hai capito: le tue lampade sono accese?”. Intendeva le lampade della fede, speranza, carità. Quanto è importante tenere sempre accese queste lampade!
Incorporati alla Chiesa, Corpo di Cristo
Lo Spirito Santo forma di tutti i battezzati un solo corpo, il corpo mistico di Cristo, la Chiesa: “In realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito” (1Corinzi 12,13). Dal fonte battesimale nasce l’unico popolo di Dio della Nuova Alleanza che supera tutti i limiti naturali o umani delle nazionalità, delle culture, delle razze, del colore della pelle e dei sessi. Il Battesimo ci fa tutti uguali come figli di Dio.
Per questo è la base della comunione tra tutti i cristiani, anche con quanti non sono nella piena comunione con la Chiesa cattolica: riconosciamo come fratelli tutti i battezzati e credenti in Cristo.
Il Battesimo è la base di ogni ecumenismo, del superamento di ogni divisione.
Ho visitato il Sud Africa nel tempo dell’apartheid, quando tutto era diviso tra bianchi e neri, persino il marciapiedi lungo le strade. Solo nella chiesa cattolica trovavi insieme bianchi e neri.
Grazie al dono dello Spirito il cristiano entra a far parte della famiglia dei figli di Dio, radunata nel nome della Trinità e sa perciò di non essere mai solo, nella vita e nella morte, nel tempo e nell’eternità. Nella comunione della Chiesa sarai aiutato a vivere la tua vocazione al servizio degli altri, sapendo che “siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25) e che lo Spirito distribuisce a ognuno i suoi doni come vuole, in modo che la comunità sia ricca di carismi differenti, ma uniti per il bene comune (1Corinzi 12,4-7). É la comunione dei Santi, di tutti i figli di Dio. Mettere i doni ricevuti da Dio al servizio degli altri, fa sentire la propria vita veramente bella e degna di essere vissuta.
In particolare anche tu avvertirai l’urgenza di trasmettere agli altri il dono della fede e dell’amore: ai tuoi figli anzitutto, se sei padre o madre; ai giovani, se sei genitore o educatore o hai comunque a cuore il futuro di tutti; a chi lavora con te, mettendolo a parte con semplicità e convinzione della bellezza della fede; agli ammalati e agli anziani, che spesso si sentono soli e fragili, come a tutti coloro che ami o che hanno bisogno del tuo amore, facendo loro sentire, con la tua vicinanza, la presenza e l’amore del Padre. Così potrai aprire sempre di più la porta del tuo cuore a Dio e aiuterai gli altri ad aprirla, per sperimentare tutti la gioia di essere figli dell’unico Padre.
Inoltre tutti i battezzati sono partecipi del sacerdozio di Cristo, della sua missione profetica e regale, sono “la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui” che li “ha chiamati dalle tenebre alla sua ammirabile luce” (1Pt 2,9). Il Battesimo rende partecipi del sacerdozio comune dei fedeli, che abilita a offrire a Dio sacrifici santi, incominciando dal sacrificio di se stesso.
Divenuto membro della Chiesa il battezzato è chiamato a essere unito agli altri, a servirli nella comunione della Chiesa, ad essere “obbediente” e “sottomesso” ai capi della Chiesa e a trattarli “con rispetto e carità”.
Con il Battesimo il cristiano assume responsabilità e doveri e, allo stesso modo, fruisce anche di diritti in seno alla Chiesa: quello di ricevere i sacramenti, di essere nutrito dalla Parola di Dio e sostenuto dagli altri aiuti spirituali della Chiesa. Chi pensa seriamente a queste grandi realtà?
Un sigillo spirituale indelebile
Grazie al dono del Battesimo abbiamo la certezza di appartenere per sempre a Dio e di stare nelle mani di Colui che non ci tradirà mai. In questa relazione definitiva con Dio consiste propriamente il “carattere indelebile” impresso dal Battesimo, il legame con Lui, che proprio grazie alla sua fedeltà non potrà più essere cancellato e ci unirà per sempre alla sua famiglia, la Chiesa.
Per questo fanno una grande pena quei cristiani che formano le associazioni degli “sbattezzati”, cioè di coloro che chiedono di essere cancellati dal registro del Battesimo. Registro o non registro, chi è stato battezzato rimane davanti a Dio “battezzato per sempre”, nel bene e nel male, nel cammino di fedeltà e di santità che porta al cielo, nella vita di peccato e di rottura da Dio, che porta alla perdizione.
Nonostante le tante divisioni che ci sono tra i cristiani, frutto del peccato e dell’orgoglio umano, esiste fra tutti i battezzati, qualunque sia la loro appartenenza confessionale (cattolici, ortodossi, evangelici, anglicani, ecc.) una comunione più forte delle loro diversità che, realizzandosi in gradi diversi, è il fondamento dell’impegno ecumenico, teso a superare le divisioni fra di loro.
La passione per l’unità che Cristo vuole è inscritta nella stessa grazia battesimale! Ed è per questa fedeltà di Dio all’alleanza stabilita col Battesimo che la Chiesa riconosce ed ama come suoi figli anche quei credenti che non vivono fedelmente il dono ricevuto. Sente come suo dovere annunciare a tutti la buona novella della misericordia di Dio senza mai stancarsi.
Il Battesimo è una chiamata alla santità che è amore
Giovanni Paolo II nella Lettera per il Nuovo Millennio ricorda che “il Battesimo è un vero ingresso nella santità di Dio e sarebbe perciò un controsenso accontentarsi di una vita mediocre, vissuta all’insegna di un’etica minimalistica e di una religiosità superficiale. Chiedere a un catecumeno: “Vuoi ricevere il Battesimo?” significa chiedergli: “Vuoi diventare santo?”. Significa porre sulla sua strada il radicalismo del discorso della Montagna: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48). Questo ideale di santità non va equivocato come se implicasse una sorta di vita straordinaria, praticabile solo da alcuni “geni” della santità. Le vie della santità sono molteplici, e adatte alla vocazione di ciascuno” (NMI nn. 31-32).
“Cristiano, diventa ciò che sei!”: questo invito del Papa è rivolto a ogni battezzato. É il “cammino di santità” che Dio vuole da tutti i suoi figli, un cammino che si esprime negli umili sì di ogni giorno, nelle scelte quotidiane di fedeltà fatte alla luce della fede e dell’amore. La santità è amore, consiste nell’amore di Dio e del prossimo. Dio amore non può volere da noi suoi figli che un cammino di amore, una vita di amore.
Per questo dobbiamo ricordare sempre come decisivo il primo incontro con Cristo avvenuto nel Battesimo, anche se ne hai preso coscienza molto dopo averlo ricevuto. Quando ti sentirai “toccato da Dio”, quando il tuo cuore arderà per Lui, come avviene in chi si scopre amato da sempre e per sempre, allora saprai che quel miracolo d’amore è legato al Battesimo che ti è stato dato da bambino.
“Toccato da Dio” potrai irradiare la sua presenza di amore nella tua famiglia e fra tutti coloro che incontri nel cammino della vita.
P. Alberto Pierangioli











