(CCC 1246 – 1261)

Battesimo degli adulti e il catecumenato

L’iniziazione cristiana si compie per mezzo di tre sacramenti: il Battesimo, che è come la nascita, l’inizio della vita nuova; la Confermazione, che la rafforza e la conferma;  l’Eucaristia, che la nutre.

Da sempre il Battesimo degli adulti è stato il primo impegno della Chiesa nell’annunciare il Vangelo a nuovi popoli. La preparazione al Battesimo è curata con un periodo di preparazione, detto catecumenato, come iniziazione alla fede e alla vita cristiana, disposizione ad accogliere il dono della fede e della vita della grazia. Il catecumenato permette ai neofiti di maturare la loro conversione, approfondendo la fede e la pratica della vita cristiana. Man mano che la fede entra nella mente e nel cuore cambia profondamente anche la vita perché diventi la vita degna di un figlio di Dio. Da sottolineare che un catecumeno, dal momento che inizia la preparazione al Battesimo, fa già parte della Chiesa che, come madre amorevole, lo considera già suo figlio e lo ricopre di amore e di premure materne, per introdurlo nella vera vita.

Il Battesimo dei bambini

Poiché si nasce con una natura umana contaminata dal peccato originale, anche i bambini hanno bisogno di una nuova nascita nel Battesimo per essere liberati dal potere delle tenebre e trasferiti nel regno dei figli di Dio. Negli Atti e nelle Lettere degli Apostoli si parla spesso del Battesimo di intere famiglie, genitori e figli, senza distinzione di età (At 16,15; 6,33; 18,8; 1Cor 1,16). Proprio nel Battesimo dei bambini si manifesta la gratuità da parte di Dio del dono della salvezza. Essi non possono meritare la grazia del Battesimo, ma lo ricevono come puro dono di Dio per mezzo dei genitori e della Chiesa. I genitori cristiani, dopo aver donato liberamente la vita ai figli, hanno l’obbligo di donare loro anche la vita divina e li priverebbero di un dono inestimabile se non  si preoccupassero di donare loro il Battesimo. Oggi purtroppo molti genitori cristiani, che hanno perso ogni cognizione della vita della grazia, non fanno battezzare i loro figli con il pretesto che i figli devono decidere da soli quando saranno grandi. Perché allora non aspettano a vaccinare i figli, a iscriverli a scuola, quando potranno decidere da soli? Significa che per loro una vaccinazione è importante, mentre dare la vita divina è un optional da lasciare alla decisione dei figli stessi quando saranno adulti.

Fede e Battesimo

Prima del Battesimo al catecumeno o al suo padrino viene domandato: “Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio?” ed egli risponde: “La fede!”. Il Battesimo è il sacramento della fede. La fede però ha bisogno di essere alimentata e sostenuta della comunità dei credenti, che è la Chiesa. La candela accesa al cero pasquale nella celebrazione del Battesimo è il segno della luce della fede che viene accesa nel battezzato. É un inizio di fede che deve poi crescere, dopo il Battesimo, in tutti i battezzati, bambini o adulti.

Per questo ogni anno, nella notte di Pasqua, la Chiesa invita a rinnovare le promesse battesimali.

Il Battesimo è la sorgente della grazia, dalla quale scaturisce poi tutta la vita cristiana. Ma perché la grazia battesimale possa svilupparsi nella vita di un bambino è importante l’aiuto dei genitori con i loro insegnamenti e l’esempio della loro vita. Scrive Mons. Bruno Forte: “Ai genitori vorrei dire: avete dato la vita naturale a vostro figlio senza chiedergli prima il permesso, convinti che la vita è un bene da dare e da far amare, e avete fatto qualcosa di veramente bello. Ora, chiedendo di farlo partecipe della vita divina col Battesimo, dovete essere consapevoli di quello che domandate, per assumervi con piena convinzione l’impegno di fargli gustare e di far sviluppare in lui la vita nuova che gli è offerta in dono. La catechesi a voi genitori in preparazione al Battesimo del vostro bambino è perciò indispensabile: la grazia del fonte battesimale si irradia così prima di tutto su di voi e, mentre la vostra creatura è rigenerata dall’alto, vengono risvegliati in voi il dono e la bellezza della fede. Al tempo stesso è importante la scelta di padrini e madrine; essa sia guidata dall’unico scopo di affiancare ai vostri figli testimoni credibili dell’amore di Gesù, desiderosi di assumere questo impegno per tutta la vita. La catechesi ai padrini e alle madrine non è meno importante di quella a voi genitori o agli adulti che chiedono il Battesimo!” (Mons. B.Forte, Lettera alla diocesi, 2008).

L’intera comunità cristiana poi ha una parte di responsabilità nello sviluppo e nella conservazione della grazia ricevuta nel Battesimo. Una comunità piena di fede aiuta i battezzati a crescere nella fede e a vivere una degna vita cristiana. Una comunità con una fede scarsa spegne i migliori germi di fede donati dal Battesimo. S. Francesco Saverio, mentre evangelizzava l’India, aveva paura dell’arrivo di cristiani dall’Europa, che non davano esempi di via cristiana. Quanti esempi di pessima vita cristiana danno oggi tanti battezzati ai popoli non cristiani che vengono tra noi!

Il dono della vita offerto nel Battesimo richiede di essere accolto: con un “Sì” a Dio, ripetendo “Credo” e un “No” al male, ripetendo: “Rinunzio”! Il battezzando è chiamato a dire ‘No’ al peccato e alle seduzioni di Satana, cioè a una vita fondata sull’egoismo, che porta a separarci da Dio e dagli altri, per affermare noi stessi. Al tempo stesso, è chiamato a dire ‘Sì’ a Dio Amore. È il ‘Sì’ espresso dalla parola “Credo”, con cui ci affidiamo totalmente a Dio, sicuri che egli ci ama da sempre e ci amerà per sempre.

Il Battesimo è amministrato dal vescovo, dal sacerdote o dal diacono. In caso di necessità, chiunque può battezzare, purché lo faccia correttamente e abbia l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa.

La necessità del Battesimo

Il Battesimo, come base e porta di tutti i sacramenti, è necessario per la salvezza, come afferma Gesù stesso: “Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Gv 3,5). Per questo Egli ha comandato ai suoi discepoli di annunziare il Vangelo e di battezzare tutti popoli: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,19-20). La Chiesa non conosce altro mezzo di salvezza, fuori del Battesimo, per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno avuto la possibilità di chiedere questo sacramento: “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato” (Mc 16,16). Per questo la Chiesa non trascura la missione ricevuta dal Signore di far rinascere tutte le creature  “dall’acqua e dallo Spirito”.

Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia egli non è legato ai suoi sacramenti. Cristo è morto per tutti e vuole tutti salvi. I catecumeni che muoiono prima del Battesimo, si salvano certamente per il loro desiderio esplicito di riceverlo, unito al pentimento dei propri peccati. Quanti muoiono martiri per la fede, senza aver ricevuto il Battesimo, vengono battezzati con il loro sangue e il desiderio del Battesimo. Il Battesimo di sangue, come pure il desiderio del Battesimo, dona gli stessi frutti del Battesimo, anche senza aver ricevuto il sacramento.

Dobbiamo poi credere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale di Cristo. Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato, supponendo lecitamente che avrebbe desiderato il Battesimo, se ne avesse conosciuto la necessità.

Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Commissione Teologica internazionale il 2 ottobre 2008 ha chiesto di eliminare l’idea del limbo e di tener conto “della ricchezza del messaggio di speranza portato da Cristo e nel caso di un bambino che non è stato battezzato, senza alcuna sua colpa, “dovrebbe apparire che il potere salvifico di Cristo dovrebbe prevalere sul potere del peccato”.

Infatti, la grande misericordia di Dio che vuole salvi tutti gli uomini [1Tm 2,4 ] e la tenerezza di Gesù verso i bambini, che gli ha fatto dire: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite” (Mc 10,14), ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo.

Grazie, Signore, del dono del Battesimo

Dobbiamo ringraziare sempre il Signore di tanti benefici spirituali di cui ci ha arricchiti, incominciando dal Battesimo. Ogni volta che entriamo in chiesa e scorgiamo il fonte battesimale, sostiamo un momento a ringraziare il Signore e a rinnovare le promesse battesimali: “Rinunzio… Credo….”.

Termino con una bella testimonianza della segretaria di una nostra fraternità:

“La lezione di martedì sera sul Battesimo, tenuta dal nostro Padre Lorenzo, è stata colta da tutti con notevole interesse, perchè tutti, me compresa, conoscevamo questo sacramento ma pochi avevamo la  consapevolezza dell’effettiva importanza dello stesso! Per non parlare poi dei gesti e del simbolismo della storia inerenti a tale  sacramento, dei quali si era completamente perso il significato. Così adesso tutti alla riscoperta della nostra data di Battesimo, che segna così l’inizio della nostra storia di veri cristiani.  Anch’io ho scoperto la mia data di Battesimo che d’ora in poi “festeggerò” con piacere. Ricordo anche l’idea di una nostra iscritta di fare un’agenda per i nostri figli, con le tappe importanti del loro cammino cristiano, per fare capire ai nostri  ragazzi l’importanza dei sacramenti nella loro vita”.

P. Alberto Pierangioli

03/09/2010 | Tags: | Categoria: Catechesi sui Sacramenti, battesimo |

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