(CCC 1229 – 1245)

L’iniziazione cristiana

Diventare cristiano ha sempre richiesto, fin dal tempo degli Apostoli, un cammino e una iniziazione con diverse tappe. Questo itinerario comporta alcuni elementi essenziali: l’annunzio e l’accoglienza del Vangelo che provoca una conversione, la professione di fede, il Battesimo, l’effusione dello Spirito Santo, la comunione eucaristica.

L’iniziazione cristiana ha assunto forme diverse nel corso dei secoli. Nei primi secoli la Chiesa richiedeva un lungo cammino di catecumenato che iniziava con la iscrizione al catecumenato, si sviluppava con varie tappe e riti e si concludeva con la celebrazione simultanea dei sacramenti della iniziazione cristiana, Battesimo, Cresima ed Eucaristia, generalmente la notte di Pasqua. Il Concilio Vaticano II ha ripristinato “il catecumenato degli adulti” diviso in più gradi, che ripercorrono in qualche modo il catecumenato antico.

Per il Battesimo dei bambini le tappe della celebrazione sono state unificate e abbreviate. Per la sua stessa natura il Battesimo dei bambini richiede un catecumenato post-battesimale. Non si tratta soltanto della necessità di una istruzione posteriore al Battesimo, ma del necessario sviluppo della grazia battesimale nella crescita della persona. E’ l’ambito proprio del catechismo. La Confermazione e l’Eucaristia sono differite a quando il bambino avrà raggiunto l’uso della ragione e sarà stato preparato con un adeguato corso di catechismo, che sia catechesi e sviluppo della grazia battesimale che guida alla santità. Nei riti orientali l’iniziazione cristiana dei bambini comprende ancora l’amministrazione simultanea di Battesimo, Confermazione ed Eucaristia.

Battezzare significa “tuffare”, “immergere” nell’acqua. Il battezzando viene immerso totalmente nell’acqua, come in una morte, poi esce dall’acqua, come in una risurrezione: è un ricordare la morte e risurrezione di Cristo, ma anche la morte al peccato del nuovo cristiano e la sua risurrezione nella vita nuova di Cristo (Cf. Rm 6,3-4). Non si tratta di un rito magico, ma dell’unione, tramite la fede, alla morte e risurrezione di Gesù che opera la trasformazione. La morte di Gesù fu il suo “sì” all’amore del Padre che distrusse il “no” del nostro rifiuto d’amore con il peccato. Uniti a Cristo anche noi diventiamo figli. Siamo creature nuove e anche noi possiamo camminare in una vita nuova che ci guida a “cercare le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio”( Col 3,1).

Dice S. Paolo: “Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perchè come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più. La morte non ha più potere su di lui. Consideratevi dunque morti al peccato ma viventi in Cristo Gesù” ( Rm 6,3-4.8-9.11).

Noi nasciamo vivi come figli di Adamo, ma morti come figli di Dio. Il fonte battesimale è nello stesso tempo un sepolcro e un grembo. Il Battesimo è dunque una vera morte e una vera nascita. Il fonte battesimale rappresenta il sepolcro dove fu deposto Cristo morto per i nostri peccati e rappresenta il sepolcro dove vengono sepolti i nostri peccati.

Questa morte non avviene una volta per tutte, essa è una morte dinamica, che deve continuare ogni giorno della vita perché il peccato non riprenda vigore facendoci comportare da peccatori. Morte e risurrezione sono due facce della stessa medaglia, due passi dello stesso cammino verso la morte e risurrezione di Cristo.

Gesti e simboli del Battesimo

Il significato e la grazia del sacramento del Battesimo appaiono chiaramente nei riti della sua celebrazione. La celebrazione del Battesimo comprende alcuni gesti simbolici che aiutano a capire il grande dono che si riceve. Seguendo con attenta partecipazione i gesti e le parole di questa celebrazione i fedeli possono capire le ricchezze che tale sacramento significa e opera in ogni nuovo battezzato.

La celebrazione del Battesimo inizia con un dialogo. Ai genitori si chiedono che cosa domandano per il figlio che vogliono battezzare; agli adulti che cosa si aspettano dal Battesimo. La risposta è l’aspirazione più profonda del cuore umano: “la vita eterna”, una vita senza fine, dove non ci sia più la morte.

Il dono Battesimo richiede un “sì” alla vita e un “no” alla morte: un ‘no’ al peccato e alle seduzioni di Satana che portano alla morte separandoci da Dio, e un ‘sì’ a Dio, che è amore e vita, espresso dalla parola “credo” con cui ci affidiamo totalmente a Dio Trinità. Dio risponde donandoci la sua vita e chiamandoci a far parte della sua Chiesa.

Oltre ai dialoghi, la celebrazione del Battesimo comprende alcuni gesti, con cui si manifesta il ‘sì’ di Dio a chi chiede il sacramento della vita nuova.Il primo gesto è il segno della croce fatto sulla fronte del battezzando: questo gesto esprime appartenenza e protezione, perché la Croce è il distintivo e la difesa del cristiano e indica al tempo stesso la strada del discepolo, perché la Croce è come la sintesi di tutta la vita di Gesù e di chi vuole seguirlo.

L’annuncio della Parola di Dio: illumina i candidati e l’assemblea e suscita la risposta della fede, inseparabile dal Battesimo. Infatti il Battesimo è in modo tutto particolare “il sacramento della fede”.

Dal momento che il Battesimo significa la liberazione dal peccato e dal suo istigatore, il diavolo, viene pronunziato un esorcismo sul candidato, che rinunzia esplicitamente a Satana e alle sue opere, il peccato.

L’unzione con l’olio è fatta con due gesti in due momenti diversi. L’olio, nell’antichità, era considerato una eccellente medicina, simbolo della salute, della bellezza e della forza.

Prima del Battesimo, l’unzione con l’olio dei catecumeni significa che il battezzando è pronto a ricevere da Dio la guarigione e la forza per vincere il male.

Dopo il Battesimo, l’unzione sulla fronte con il sacro crisma, olio profumato consacrato dal vescovo, significa il dono dello Spirito Santo elargito al nuovo battezzato, che è divenuto cristiano, ossia “unto” di Spirito Santo, incorporato e “consacrato” a Cristo, come sacerdote, profeta e re, membro del suo corpo mistico, la Chiesa.

Il rito essenziale del Battesimo è costituito dalla triplice infusione dell’acqua sul capo del battezzando o dalla triplice immersione in essa, mentre si dicono le parole: “Io ti battezzo nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo“. Il Battesimo significa e opera la morte al peccato e l’ingresso nella vita della Santissima Trinità, attraverso la configurazione alla morte e risurrezione di Cristo. Da una parte, l’acqua è simbolo di morte e di condanna, come fu l’acqua del Mar Rosso per l’esercito del Faraone e significa la purificazione dal male che il sacramento opera; dall’altra, l’acqua significa la vita, perché non c‘è vita senza acqua e rappresenta la nuova vita offerta nel Battesimo. Il Battesimo ci ricopre con l’acqua della morte e della vita, ci “immerge” in essa (come significa la parola“battezzo”“immergo”), per esprimere che, immersi con Cristo nella sua morte, siamo resi partecipi con Lui della vita nuova.

Il significato della veste bianca è espresso molto bene dalle parole del ministro: “Sei diventato “nuova creatura e ti sei “rivestito di Cristo”(Gal 3,27). Questa veste bianca sia segno della tua nuova dignità: aiutato dalle parole e dall’esempio dei tuoi cari, portala senza macchia per la vita eterna”.

La candela accesa al cero pasquale, infine, è simbolo della fede in Cristo che i genitori devono alimentare perché il nuovo battezzato viva sempre come figlio della luce.

Vita nuova, splendore, fede, amore: ecco le realtà significate dai gesti e dai simboli del Battesimo. Il nuovo battezzato è ora figlio di Dio nel Figlio Unigenito. Può pregare Dio come “Padre nostro”.

Il Battesimo imprime un “sigillo indelebile”, che rimarrà per sempre, come segno di salvezza o, purtroppo, come segno di perdizione.

La benedizione solenne conclude la celebrazione. Nel Battesimo dei neonati la benedizione della madre è un momento significativo, un ringraziamento a Dio per il dono della maternità. Ministro del Battesimo è il sacerdote o il diacono; in caso di necessità, chiunque vuole fare ciò che fa la Chiesa, può battezzare pronunciando le parole: “Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

Da quel momento il battezzato non è più solo, ha Dio come Padre e fa parte della grande famiglia di Dio, che è la Chiesa. ((Crf. Mons. Bruno Forte: Lettera Past. 2008 – Cingolani: Morti nel Crocifisso, Rinati nel Risorto: Amici di G. C., n. 5 del 2008).

P. Alberto Pierangioli


03/09/2010 | Tags: | Categoria: Catechesi sui Sacramenti, battesimo |

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