Urgenza e difficoltà oggi
Da gennaio a luglio approfondiremo il sacramento del matrimonio, sviluppando le tracce anticipate da P. Luciano Temperilli sulla nostra rivista, con le seguenti riflessioni:
1. La preparazione al matrimonio. 2. Il matrimonio e famiglia come diritto naturale. 3. Il matrimonio nel disegno di Dio. 4. Matrimonio come sacramento. 5. Il sacramento del matrimonio: grazia e impegni. 6. Dono ed esigenze dell’amore coniugale. 7. Dal matrimonio alla famiglia, chiesa domestica. 8. Il nuovo rito del matrimonio.

Oggi la chiesa sente l’urgenza di preparare i giovani al matrimonio religioso. Fino a poco tempo fa non se ne sentiva il bisogno: l’esempio dei genitori, la parrocchia e la scuola formavano i giovani ai comuni valori religiosi e sociali. Ora le cose sono cambiate rapidamente sia per il matrimonio che per la famiglia, a causa della mentalità diffusa dai media in cui gli stessi termini “matrimonio” e “famiglia” non hanno più lo stesso significato, per la pressione di lobby e di leggi di Stati, che in nome della libertà personale, facilitano divorzi, aborti, unioni gay e convivenze (Cfr. Prepar. al Matrim. Cons. Pont. fam. CCC n. 1632).
Per questi cambiamenti in corso, Giovanni Paolo II indicava “necessaria” la preparazione dei giovani al matrimonio. Scriveva: “I mutamenti sopravvenuti in quasi tutte le società moderne esigono che non solo la famiglia, ma anche la società e la Chiesa siano impegnate nello sforzo di preparare adeguatamente i giovani alle responsabilità del loro domani. Molti fenomeni negativi che oggi si lamentano nella vita familiare derivano dal fatto che i giovani perdono di vista la giusta gerarchia dei valori e non sanno come affrontare e risolvere le nuove difficoltà. L’esperienza però insegna che i giovani ben preparati alla vita familiare in genere riescono meglio degli altri. Per questo la Chiesa deve promuovere migliori e più intensi programmi di preparazione al matrimonio, per eliminare, il più possibile, le difficoltà in cui si dibattono tante coppie e per favorire il sorgere e il maturare dei matrimoni riusciti” (Fam Cons. n. 66).

Scrive il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Perché il “Sì” degli sposi sia un atto libero e responsabile, e il matrimonio abbia delle basi umane e cristiane solide e durature, la preparazione al matrimonio è di fondamentale importanza. L’esempio e l’insegnamento dati dai genitori e dalle famiglie restano il cammino privilegiato di questa preparazione. Il ruolo dei pastori e della comunità cristiana come “famiglia di Dio” è indispensabile per la trasmissione dei valori umani e cristiani del matrimonio e della famiglia, tanto più che nel nostro tempo molti giovani conoscono l’esperienza di focolari distrutti che non assicurano più questa iniziazione. I giovani devono essere istruiti, soprattutto in seno alla propria famiglia, sulla dignità dell’amore coniugale, sulla sua funzione e le sue espressioni; così che, formati nella stima della castità matrimoniale, possano passare da un onesto fidanzamento alle nozze” (CCC n. 1632).

Come preparare al matrimonio
Preparare i giovani al matrimonio non è solo un problema religioso, è anche un servizio alla società. Il matrimonio è un bene sociale, per cui anche alcuni comuni fanno dei corsi di preparazione al matrimonio “civile”. Infatti, separazioni e divorzi incidono non solo sulla vita privata dei coniugi ma anche sul contesto della vita civile. La difesa del matrimonio è un vero impegno per evangelizzare la cultura dominante e rievangelizzare il modo di essere cristiani. Arrivare al matrimonio con maturità umana e valori reali e maturi è frutto di un lungo cammino della vita e non basta un corso prematrimoniale.
Per questo Giovanni Paolo II ha detto che la preparazione al matrimonio “comporta tre principali momenti: una preparazione remota, una prossima e un’immediata”. Approfondiamo questi tre aspetti e tempi di preparazione, seguendo gli insegnamenti della Familiaris Consortio da lui scritta ( n. 16).

1. La preparazione remota ha inizio fin dall’infanzia, secondo la “saggia pedagogia familiare”, per condurre i fanciulli a scoprire se stessi con le proprie forze e debolezze, avere stima per ogni autentico valore umano, curare la formazione del carattere, per il dominio delle proprie inclinazioni, apprendere il modo di incontrare le persone dell’altro sesso. Per i cristiani va poi curata una solida “formazione spirituale e catechetica”, che sappia mostrare il matrimonio come una vera vocazione e missione, inculcando anche la possibilità del dono totale di sé a Dio nella vocazione sacerdotale o religiosa.
2. La preparazione prossima si imposta su queste basi. É indispensabile una preparazione specifica al sacramento del matrimonio. Purtroppo in certi corsi prematrimoniali si parla di tutto ma poco del sacramento del matrimonio. Ho sentito lamenti e delusioni di fidanzati cristiani desiderosi di approfondire seriamente il sacramento che stanno per ricevere. Diversi anni fa tenni una conferenza sul sacramento del matrimonio in alcuni corsi di preparazione. Cercai di essere molto concreto sul significato, i doni e le esigenze del sacramento. In una parrocchia notai molto imbarazzo tra le numerose coppie del corso. Cercai di stimolare i giovani a parlare, a chiedere spiegazioni, inutilmente. Finalmente un giovane se ne uscì con un’esclamazione molto significativa: “E adesso chi si sposa?”.
Temo che alle volte non si parli chiaramente del significato del matrimonio cristiano per paura che i giovani si decidano per il matrimonio civile. É un grande danno e una grande responsabilità. Non si aiuterebbe ma si ingannerebbe i giovani. La formazione religiosa dovrà poi essere integrata da una preparazione alla vita a due che presenti il matrimonio come un rapporto da sviluppare e approfondire continuamente, che aiuti gli sposi a conoscere i problemi della sessualità coniugale e della paternità responsabile, con le nozioni essenziali connesse e avvii alla conoscenza di buoni metodi di educazione dei figli e della conduzione della famiglia.
Se esiste una seria formazione di base, quando arriva un fidanzamento serio si deve iniziare una preparazione prossima che aiuti i giovani a confrontarsi con la Parola di Dio e il pensiero della Chiesa sui valori morali del matrimonio, come la castità prematrimoniale, l’apertura alla vita ecc…

3. La preparazione immediata: occasione da non sciupare
La preparazione immediata aiuta a completare e precisare quanto appreso finora, a pensare anche a una preparazione dignitosa della celebrazione liturgica. Ci sono giovani che vengono da buone famiglie, da gruppi cristiani e da buone comunità parrocchiali che hanno alle spalle un cammino serio di formazione e vita cristiana. C’è anche una grande maggioranza di coppie che si riavvicinano alla Chiesa proprio nel momento del matrimonio dopo che, nella prima giovinezza, sono andate un po’ per i fatti propri, avendo con la Chiesa approcci saltuari e a volte negativi, per problemi e pregiudizi vari. Alla fine, magari, si avvicinano perché uno dei contraenti o i genitori vogliono il matrimonio in Chiesa. Oggi ci sono anche coppie di conviventi che ad un certo punto del loro menage, o riscoprono la fede della Chiesa o, magari confusamente, sentono che manca loro qualcosa. E questo fenomeno sta aumentando insieme all’età di coloro che richiedono il sacramento. Tanto è vero che alcuni propongono di cambiare terminologia: non più “corso per fidanzati” ma per chi richiede il “sacramento” del matrimonio. Questo “percorso” poi dovrebbe proseguire anche dopo la celebrazione, per sostenere i primi anni di matrimonio.
La preparazione al matrimonio costituisce sempre uno degli impegni più importanti della pastorale della Chiesa. Nel giugno del 2009 si è tenuto un convegno nazionale proprio sulla preparazione al matrimonio (Cfr. www.chiesacattolica.it/famiglia) in cui si è detto che, nonostante tutto e per i più diversi motivi, il 70% si sposano in Chiesa contro il 15% di praticanti.
Questo è una vera occasione di evangelizzazione da non perdere, è il momento dell’annuncio gioioso del mistero dell’Amore. É l’occasione per mostrare una comunità accogliente, per mezzo di coppie che vivono e testimoniano l’amore, una Chiesa mistero di comunione. É l’occasione per riscoprire la fede, al di là del rito del matrimonio.
“A volte però, diceva il Card. Bagnasco al Convegno citato, può sorgere la legittima domanda circa l’effettiva efficacia di questa opportunità per le coppie. Ma a questo interrogativo mi pare risponda la parabola evangelica del piccolo seme che il seminatore sparge con generosità ovunque, in tutti i terreni – senza selezionare quelli che appaiono migliori – e poi va a riposare sereno, sapendo che il seme, nel cuore della notte e del solco, comunque è vivo”.
La scelta di celebrare il proprio matrimonio secondo il rito cattolico era, fino a qualche tempo fa, una scelta obbligata. Oggi, in seguito al numero crescente di unioni civili e di convivenze, la scelta di celebrare il sacramento sembra più consapevole, più ragionata all’interno della coppia.
Oggi i corsi di preparazione devono tendere a non essere di carattere tecnico, fatti di ricette o istruzioni per l’uso, ma devono aiutare a capire il significato del matrimonio, a fare un cammino di coppia e di gruppo, ponendosi domande che spesso non si ha il tempo di porsi, ad esempio sul senso della vita di una nuova famiglia. Per molti il corso di preparazione al matrimonio è l’occasione per riallacciare un rapporto che si è interrotto dopo il catechismo giovanile: il corso prematrimoniale si trova quindi spesso a dover dare non solo il senso del matrimonio ma il senso dell’intera vita di fede, ad affrontare un catechismo adulto, diverso da quello avuto da bambini nella preparazione della Comunione. Tante coppie, avvicinatesi al corso di preparazione al matrimonio con diffidenza, disposte solo a pagare il pedaggio di questi incontri che si è “obbligati a fare” oltre ai tanti impegni da sbrigare per preparare il matrimonio, hanno mutato atteggiamento a seguito di interventi che permettono di affrontare il matrimonio in maniera più profonda. Questi corsi possono essere un’ancora di salvezza, se fatti con competenza e con amore.

P. Alberto Pierangioli

13/07/2010 | Tags: | Categoria: Catechesi sui Sacramenti, matrimonio |

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