- Festa di Santa Gemma a Loreto
- 19 maggio Giulianova – INCONTRO del CONSIGLIO ESECUTIVO A.G.C. con i COORDINATORI, VICE COORDINATORI, SEGRETARI e ASSISTENTI SPIRITUALI
- 30 maggio Milano – Benedetto XVI incontra le famiglie
- Collage del Ventennale M.L.P.
- Giornata di Consacrazioni a Fossacesia
- Gli A.G.C. sul sito della Diocesi di Fermo
Interventi
Padre Alberto
Carissimi Amici Aggregati, vi avevo promesso una nuova organizzazione del... [vai alla discussione]
Padre Alberto
Carissimi, ricordo che mercoledì prossimo, 16 maggio, è la festa... [vai alla discussione]
Piera
Carissimi responsabili di fraternità, assistenti e responsabile naz. Amici aggregati, Avrete... [vai alla discussione]
FORMAZIONE 2011
- CALENDARIO AMICI DI GESU’ CROCIFISSO 2012
- CALENDARIO CONSACRAZIONI SOLENNI 2012
- FESTE PASSIONISTE
- FORMAZIONE 2012: ” La spiritualità passionista “
- INCONTRI DI FRATERNITA’
- MEDITAZIONI MENSILI
Categorie
(CCC 1602 – 1611)
Questa catechesi non è una semplice riflessione teorica per conoscere l’origine e le basi del matrimonio e della famiglia. Essa ha un’importanza fondamentale per capire che prima e al di sopra delle leggi umane c’è la legge naturale scritta da Dio nel cuore dell’uomo. Qualsiasi legge umana in contrasto con la legge naturale è contro l’uomo e non può essere accettata dall’uomo. Per questo nel 1945 il tribunale di Norimberga condannò gli uomini che avevano ubbidito alle leggi dello stato nazista.
La famiglia e il matrimonio sono un “diritto inalienabile” di ogni uomo, una legge scritta da Dio nel cuore dell’uomo, che fa parte della sua natura e, quindi, viene prima di ogni legge umana. Si avvicina, laicamente, a questa concezione “La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” del 1948 redatta dalle Nazioni Unite dopo le stragi dell’ultima guerra mondiale.
Scrive il CCC: “La vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell’uomo e della donna quali sono usciti dalla mano del Creatore. Il matrimonio non è un’istituzione puramente umana, malgrado i numerosi mutamenti che ha potuto subire nel corso dei secoli, nelle varie culture, strutture sociali e attitudini spirituali. Queste diversità non devono far dimenticare i tratti comuni e permanenti. Sebbene la dignità di questa istituzione non traspaia a tutti con la stessa chiarezza, esiste tuttavia in tutte le culture un certo senso della grandezza dell’unione matrimoniale” (CCC 1603).
Il matrimonio è l’unione dell’uomo e della donna e nient’altro (Cfr. Gen 1,26-27). Quest’unione è stata riconosciuta e regolata lungo i secoli con particolare attenzione perché da essa dipende la realizzazione personale, il benessere sociale, la crescita e l’avvenire della società.
Ogni civiltà ha accentuato alcuni aspetti di questa unione, ma rimane quasi sempre come base comune il “consenso degli sposi” (Cfr CCC 1625 ss), da cui derivano diritti e doveri destinati a tutelare la relazione di coppia, i diritti dei figli e la sicurezza della famiglia e della società in cui è inserita.
Il matrimonio sotto il regno del peccato.
Accanto a un filone fondamentale sul matrimonio, che risale alla natura umana come voluta da Dio, troviamo lungo i secoli anche tante stranezze e storture che ci obbligano a guardare le deviazioni dovute al dominio del peccato, che si è inserito nella storia umana.
In questa situazione di corruzione della natura umana, per capirci qualcosa, dobbiamo rifarci a Gesù (Cfr GS 22) che ci rivela la natura umana secondo la volontà di Dio. Partendo da questo, Benedetto XVI dice: “Matrimonio e famiglia non sono una costruzione sociologica casuale, frutto di particolari situazioni storiche ed economiche. Al contrario, la questione del giusto rapporto tra l’uomo e la donna affonda le sue radici dentro l’essenza più profonda dell’essere umano”.
Ogni uomo fa l’esperienza del male, attorno a sé e in se stesso. Questa esperienza si fa sentire anche nelle relazioni fra l’uomo e la donna. Da sempre la loro unione è stata minacciata dalla discordia, dallo spirito di dominio, dall’infedeltà, dalla gelosia e da conflitti che possono arrivare fino all’odio e alla rottura. Questo disordine può manifestarsi in modo più o meno acuto, e può essere più o meno superato, secondo le culture, le epoche, gli individui, ma sembra proprio avere un carattere universale (CCC 1606).
Secondo la fede questo disordine non deriva dalla natura dell’uomo e della donna, né dalla natura delle loro relazioni, ma dal peccato. Dopo la rottura con Dio, la prima conseguenza del peccato originale è stata la rottura della comunione dell’uomo e della donna. Le loro relazioni sono distorte da accuse reciproche; (Cfr. Gen 3,12) la loro mutua attrattiva, dono proprio del Creatore, si cambia in rapporti di dominio e di possesso; (Cfr Gen 3,16 b) la splendida vocazione dell’uomo e della donna ad essere fecondi e a soggiogare la terra (Cf Gen 1,28) è gravata dai dolori del parto e dalle fatiche del lavoro (Cfr Gen 3,16-19) (CCC 1607).
Tuttavia, anche se gravemente sconvolto, l’ordine della creazione rimane. Per guarire le ferite del peccato, l’uomo e la donna hanno bisogno dell’aiuto della grazia che Dio, nella sua infinita misericordia, non ha loro mai rifiutato (Cf Gen 3,2). Senza questo aiuto l’uomo e la donna non possono giungere a realizzare l’unione piena delle loro vite” (CCC 1608). Vedremo meglio questo nelle prossime catechesi.
La situazione della famiglia nel mondo di oggi
La situazione in cui versa oggi la famiglia presenta aspetti positivi ed aspetti negativi: segno, gli uni, della salvezza di Cristo; segno, gli altri, del rifiuto che l’uomo oppone all’amore di Dio.
Infatti, da una parte vi è una coscienza più viva della libertà personale e una maggiore attenzione alla qualità delle relazioni interpersonali nel matrimonio, alla promozione della dignità della donna, alla procreazione responsabile, all’educazione dei figli; vi è la coscienza della necessità che si sviluppino relazioni tra le famiglie per un reciproco aiuto spirituale e materiale, la riscoperta della missione ecclesiale e sociale propria della famiglia. Dall’altra parte troviamo carenza di valori fondamentali: un’errata concezione teorica e pratica dell’indipendenza dei coniugi fra loro; gravi ambiguità circa il rapporto di autorità fra genitori e figli; difficoltà concrete nella trasmissione dei valori; il numero crescente dei divorzi; la piaga dell’aborto; il ricorso sempre più frequente alla sterilizzazione; l’instaurarsi di una vera e propria mentalità contraccettiva.
Alla radice dei fenomeni negativi sta una falsa idea della libertà, concepita come ricerca del proprio benessere egoistico, escludendo ogni intervento di Dio sul matrimonio e sulla famiglia.
Nei Paesi del Terzo Mondo spesso mancano alle famiglie sia i fondamentali mezzi per la sopravvivenza, quali sono il cibo, il lavoro, l’abitazione, le medicine, sia le più elementari libertà. Nei Paesi più ricchi, invece, l’eccessivo benessere e la mentalità consumistica, unita ad una certa angoscia e incertezza per il futuro, tolgono agli sposi la generosità e il coraggio di suscitare nuove vite umane: così la vita è spesso percepita non come una benedizione, ma come un pericolo da cui difendersi (Cfr. F. C., 6).
“La Carta dei diritti della famiglia”
In base a questi principi, la Chiesa ha formulato e presentato nel 1983 “La Carta dei diritti della famiglia” precisando che “Essa mira a presentare a tutti i nostri contemporanei, siano essi cristiani o no, una formulazione -la più completa e ordinata possibile- dei fondamentali diritti inerenti a questa società naturale. I diritti enunciati nella coscienza dell’essere umano e nei valori comuni a tutta l’umanità” (Cfr. Carta diritti della famiglia: Presentazione). La Carta è formata da 12 numeri come preamboli e 12 articoli, con circa 40 paragrafi. Compendio alcuni numeri del Preambolo:
- la famiglia è fondata sul matrimonio, unione intima di vita tra un uomo e una donna, che si costituisce con il legame indissolubile del matrimonio liberamente contratto ed espresso pubblicamente; ad esso è affidata in maniera esclusiva la trasmissione della vita.
- la famiglia, società naturale, esiste prima dello stato e di ogni altra comunità, con diritti inalienabili;
- la famiglia costituisce una comunità di amore e di solidarietà che è in modo unico adatta a trasmettere valori culturali, etici, sociali e religiosi, essenziali per il benessere dei propri membri e della società;
- la famiglia e la società hanno una funzione complementare nella difesa e nel progresso del bene dell’umanità e di ogni persona;
- la società, e in particolare lo Stato, deve proteggere la famiglia con misure di carattere politico, economico, sociale e giuridico, miranti a consolidare l’unità e la stabilità della famiglia;
- i diritti, le fondamentali necessità, il benessere e i valori della famiglia sono spesso ignorati e non raramente minati da leggi, istituzioni e programmi socio-economici;
- la Chiesa cattolica, consapevole che il bene della persona, della società e della Chiesa passa attraverso la vita della famiglia, ritiene sua missione proclamare il disegno di Dio inscritto nella natura umana circa il matrimonio e la famiglia, promuovere e difendere queste due istituzioni contro quanti le attaccano.
Questi diritti, dichiarati dalla S. Sede, sono stati presentati dalle varie conferenze episcopali del mondo per annunciare e difendere la famiglia così come voluta dal Creatore, e sono l’espressione di una grossa battaglia contro certe ideologie che predicano la fine della famiglia, la diffusione di altri tipi di unioni “famigliari”, un altro rapporto con la nascita dei figli e con la loro educazione. Purtroppo queste non sono solo ideologie ma vere e proprie vite rovesciate.
Dice l’Istat, ad esempio, che la realtà italiana sta cambiando rapidamente: un quarto delle famiglie è formato da un solo individuo (single, divorziato, vedovo), quasi un altro quarto da coppie senza figli e per il resto da una maggioranza di coppie con un unico figlio e da un numero crescente di famiglie con un solo genitore, mentre quattro coppie su cinque hanno uno o zero figli. In un solo decennio, dal 1991 al 2001, i single sono aumentati di due milioni e mezzo e, mentre i giovani si sposano sempre meno, le famiglie invecchiano sempre più . (cfr. La fine della famiglia – Roberto Volpi- Mondadori ). E in altre nazioni è pure peggio.
Benedetto XVI afferma che “la famiglia è un bene necessario per i popoli, un fondamento indispensabile per la società ed un grande tesoro per gli sposi, un bene insostituibile per i figli. Proclamare la verità della famiglia, fondata nel matrimonio, è una grave responsabilità di tutti”.
Giovanni Paolo II chiama le coppie cristiane: veri “missionari dell’amore e della vita” e affida loro la missione di annunciare questa verità sul matrimonio e sulla famiglia a tutte le famiglie del nostro tempo (F.C. nn.53-54).
P. Alberto Pierangioli











